Home Profilo Ricerca
Il debutto di "Presenze di spirito"
"Presenze di spirito" è il titolo dell'ultimo libro dell'associazione di scrittori I SEMI NERI, di cui faccio parte. Vi è pubblicato il mio racconto "Lo spettro del cavaliere". In totale sono 12 racconti di altrettanti soci scrittori e due poesie di due sublimi poeti soci. Siamo soddisfatti. Sembra un libro di successo. Il successo è qualcosa che è stato. Ma è anche un momento di soddisfazione, che ha donato piacere a chi lo ha realizzato e a chi lo ha ricevuto. La preparazione di un evento è ansia, preoccupazione, ma anche condivisione, contatto, amicizia e confronto. E poi viene il giorno in cui le fatiche si concentrano e il frutto di un duro lavoro viene consegnato al mondo. “Presenze di spirito”, il nostro libro è vivo, è uscito dalle nostre menti ed è vostro ora, è di chi desidera leggerlo ed emozionarsi con noi. E noi che, con il nostro Reading, abbiamo fatto vivere le voci dei personaggi del libro, in un certo senso siamo divenuti le PRESENZE materializzate di un sogno, che si è avverato. L'evento al Carducci Artistic Corner di Modena, che ha visto il debutto del libro sabato 10 dicembre 2011, ha donato molta energia a noi Semi Neri e a quanti hanno partecipato alla nostra festa. E ora.. Buona lettura del libro e...speriamo che le nostre presenze vi donino emozione e anche un po’ di inquietudine (visto che parliamo di fantasmi). In fondo a volte è bene guardare negli occhi la paura, solo così possiamo sconfiggerla, o perlomeno cercare di allontanarla da noi....
Alle Cantine di Platone

Il 21 ottobre scorso sono andata a registrare una trasmissione televisiva, dove sono gli autori a dare la buonanotte ai telespettatori, presentando i propri libri e leggendo brani tratti dai propri testi. Ho partecipato con gli amici Manuela Fiorini e Gabriele Sorrentino, autori assieme a me del libro “Oltre l'orizzonte-racconti tra sogno e realtà”, edito nel 2009 dalla casa editrice milanese Montedit, che è stato scelto dal regista Enrico Magigrana per inaugurare questa trasmissione. E’ stato faticoso, ma molto emozionante. Siamo stati intervistati dalla giornalista Silvia Tedaldi, in un luogo suggestivo di Castel Bolognese (Ravenna), precisamente le “Cantine di Platone”, alla presenza del pubblico spettatore. Spero di essere venuta bene e di non aver fatto errori, io non mi sono vista, mentre le telecamere mi riprendevano, intenta a non sbagliare, a tenere sotto controllo il tempo, a stare dritta e a non far cadere il microfono che mi avevano messo addosso, ogni volta in modo diverso, visto che ho registrato cinque trasmissioni di seguito, con tre minuti l’una dall’altra, per cambiarmi d’abito. Così anche i miei due amici hanno registrato ciascuno le loro cinque puntate. In totale ne abbiamo registrate 15 in un lasso di tempo di 8 ore circa. In ogni caso l’appuntamento è su DI.TV, canale 90 del digitale terrestre e sul sito www.di-tv.net in streaming, a partire da lunedì 5 dicembre 2011, alle ore 23. “Il programma – come chiarisce il regista Enrico Magigrana - ha lo scopo di stimolare la lettura in chi, per pigrizia o stanchezza, non ha voglia di leggere un libro, prima di dormire. Così invitiamo lo stesso autore a leggere direttamente un brano del proprio libro. Ogni sera, prima di dormire e per l'intera settimana, uno scrittore, attraverso le sue parole, le sue storie, le sue magie, vi accompagna dolcemente fra le braccia di Morfeo. La settimana successiva viene presentato un nuovo autore e così via”. Insomma comincio io, lunedì 5 dicembre. Nelle puntate vedrete la giornalista Silvia Tedaldi, che mi intervista, poi io leggo brani tratti dai miei racconti, intercalati da bellissime canzoni interpretate da Valentina Monti, accompagnata alla chitarra da Dagmar Benghi. Speriamo di portare un po’ di originalità e di emozione in chi vorrà ascoltarci.

Ago

AGO, un piccolo strumento che da sempre cuce e assembla due opposti. Un apparente minuscolo oggetto, che viene ingigantito, per raccogliere ed enfatizzare il suo significato. E dobbiamo farci piccoli noi, come “lillipuziani” di una favola, dove l’Ago diventa gigantesco raccoglitore e coglitore di simboli. Ci giro intorno, come davanti ad un’astronave che è appena atterrata sulla Terra. La luce penetra tra fessure volutamente triangolari. Alla base dell’Ago, il filo si fa corda contorta e raccolta, grezza, raggomitolata, quasi nascondesse, tra le pieghe, oscuri segreti e le meschinità di chi non cresce nella luce dell’arte. La corda è ruvida, al tatto, come la vita, densa di ostacoli. Ma poi dal groviglio si erge orgoglioso, impetuoso, maestoso, questo Ago che anela al Cielo. Mi vengono in mente tutte le architetture dall’epoca più antica, opere che mirano in Alto. Anche noi, dalla notte dei secoli, in un modo o nell’altro, aneliamo alle Stelle, da cui veniamo e a cui torneremo. Obelischi, torri altissime dei castelli, guglie delle cattedrali gotiche, piramidi, costruzioni che tentano un salto, un accesso, verso l’infinito. Ago come un’astronave che parte solenne e racchiude il segreto della vita. Con lo sguardo lassù, osservo i particolari. Tu, Maestro, non li hai raccontati al tuo pubblico, che ti ascoltava in estasi, ma io ho colto dettagli segreti, eppure così evidenti … Ecco, a differenza della corda contorta e ossessivamente racchiusa in se stessa, l’Ago si erge puro, levigato, sontuoso, pieno di bianca sensualità. Bisogna toccare la scultura per comprendere, con le dita, la magia dell’anima del suo Autore. Bisogna toccare l’Ago, per sentire il vigore che si sprigiona dalla sua forma. Alto, possente, deciso. Ago penetra tra le distanze delle menti e le assembla, per creare un’unica straordinaria e perfetta realtà. La vita si compone così, dall’unione di opposti, dalla visione ravvicinata, cucita, di materia e mente. E così la vita sale, sprigionando stille di piacere raccolto in memoria rotonda, perfette piccole sfere di marmo, che sembrano uscire, anzi escono copiose, generose, sempre più audaci, da questo contatto sublime. Ago sono due braccia che si tendono in preghiera verso l’Eternità. Ago è la spada bianca del guerriero che vince la morte e porta la vita oltre i limiti del tempo e dello spazio. Ago è la carrozza di Venere, che distribuisce piacere e promuove la fertilità. Ago è la luce che penetra e attraversa la memoria, illuminando il nero dell’oblio e della menzogna. Ago è il fiume che scorre tra dimensioni parallele e le lega assieme. Ago è la filosofia che si fa montagna, per scalare l’impossibile. Ago è un percorso di sette metri, come i sette cieli per raggiungere la felicità. Ago è un palcoscenico, dove simboli antichi, sempre presenti nel nostro immaginario e nei nostri ricordi ancestrali, recitano danzando un linguaggio universale. (Questo è il mio commento all’opera “AGO” di Antonio Sgroi, marmo di Carrara, cm 700 (2008), esposta al Padiglione Italia, 54 Biennale di Venezia – Chiostri di San Pietro – Reggio Emilia (Italia) 2011)

Turchia

Un viaggio. Per ammirare nuovi orizzonti, per conoscere nuovi amici, per scoprire colori nuovi, per ascoltare una musica differente, per confrontarsi con culture e abitudini diverse, un viaggio per conoscersi. Un assaggio di Turchia. Ho attraversato il mare che hanno solcato i Cavalieri di Rodi e sono salita su un nuovo castello, cercando i segni del passaggio di un Re della Storia, un Satrapo, Mausolo di Alicarnasso. Ma il suo sepolcro monumentale è stato distrutto e le pietre e i marmi decorati e scolpiti sono divenuti scalinate e sontuose stanze per i Cavalieri e i loro Maestri. E nell’alternarsi dei popoli, tra sconfitte e vittorie, la chiesa è divenuta moschea e così, in un unico grandioso sito, ora convivono vestigia di secoli, epoche e ricordi di vittoriosi e vinti. Un’altalena di emozioni, mentre il sole acceca le menti e il vento le rinfranca. Ma il mare è sempre laggiù, che brilla lambendo le rocce di una terra montuosa e verdissima di fiori gialli e fuxia. La trireme romana affondò con tutto il suo carico e anche la nave egiziana con il corredo di Nefertiti si incagliò tra gli scogli di Bodrum, l’antica Alicarnasso. La regina Artemisia aveva lunghi capelli neri e l’oro negli occhi. Immagino i suoi colori nello sguardo di Mehtap, che danza nella notte di luna. Artemisia volle immortalare il suo amore per Mausolo, il sovrano fratello e scrisse la sua storia sulla pietra. Mi basta ammirare il porto della ricca Bodrum, abbracciata dai monti fioriti, con i mulini che si muovono assieme al ritmo del vento caldissimo, per immaginare la sontuosità del luogo antico. Il tempo torna indietro, quando passo oltre la porta di Myndos e mi sembra di sentire le grida dei guerrieri trucidati, sepolti sotto la terra rossa di questo luogo di battaglia… Vorrei scrivere un racconto nuovo.. A modo mio. C’è sempre una versione differente alla Storia ufficiale. C’è sempre un’altra possibilità. Sarebbe stato meglio per il turista aggressivo accettare la diversità di abitudini, che non sono le sue. Non doveva offendere la morale, la legge turca e gli organizzatori del villaggio. E così lo hanno portato in questura. Bella lezione di vita. In vacanza, non si alza la voce e non ci si abbandona all’aggressività. Meglio accettare la lentezza di un tempo che dimentica abitudini, agende, cellulari e personal computer. E ridere con gli amici conosciuti in spiaggia. Il mare di smeraldo, nella penisola di Bodrum, si tuffa profondo tra le rocce, ma ti accoglie ogni momento per alleviare una calura intensa. Poi la sera si fa fresco ristoro per riposare, senza soccombere all’umidità e per danzare sulla spiaggia sotto la luna piena che brilla e illumina di luce il mare. Belle le lezioni di turco di Boris e le chiacchierate con le dolcissime Havva e Mehtap. Non scorderò mai le loro lacrime di commozione, in quell’abbraccio d’addio il giorno della mia partenza. E il mare, lento, stava a guardare la mia emozione, che già si faceva nostalgia. Grazie a tutti quelli che ho incontrato e che mi hanno donato sorrisi, risate e gentilezza.. Grazie al sole, al mare, alle rocce, ai fiori, grazie alla Turchia e alla sua cucina raffinata, agli animatori del villaggio, al professore di francese che tanto ama l’Italia, grazie a tutti. Penso già al prossimo viaggio, per amore del viaggio, per amore della Storia, per amore … (Viaggio in Turchia, 15-22 agosto 2011)

Andalusia

Andalusia, con i miei occhi e la mia mente. Il sole e i parchi di Siviglia. Le meraviglie del Real Alcazar, dimora di fiaba. La tapas nel locale di Alessandra, che ha la sensazione di conoscermi da sempre. La coppia che va a Siviglia nello stesso periodo da otto anni. La Cattedrale così grande che alla fine della visita sono distrutta di stanchezza e il sepolcro del viaggiatore che credeva di arrivare nelle Indie. Il flamenco di Maria dallo scialle rosso, nel teatro dei Galli. La chitarra di Pablito e la voce araba del giovane Manuel. I fiori e la paella nel Barrio de Santa Cruz. Il fiume che vive nel cuore di Esmeralda, la casa della Contessa Lebrija sui mosaici romani di Adriano, la casa di Pilatos, gli azuleyos delle strade e gli abiti da flamenco con le scarpe in tinta. La Giralda che, nella parte più alta, assomiglia alla mia Ghirlandina, il fumo rosso dai cortili in festa. La strada lungo Granada e i paesi bianchi di araba memoria, addossati sulla montagna. La pioggia sulla via, il traffico incessante, le lacrime di dolore dei massacri e delle guerre e il ricordo di un periodo perduto sull'Alhambra fiorita, la narrazione di Marco, colto di seduzione e ironia, i magistrati romani in vacanza, la telefonata del Console, i giardini e i leoni del Sultano, il palazzo di Carlo quinto mai abitato. Il sepolcro di marmo bianco di Carrara di Giovanna, pazza d'amore per il suo Filippo, biondo di esuberanza nordica. La corona di Isabella e la spada di Ferdinando, i Re Cattolici della Storia. La Cattedrale rotonda, costruita sulla Moschea. La strada stretta sulla collina, l’Albaicin, i gitani e le loro musiche, le ragazze gentili di Granada, i colori e i profumi del suk, il ristorante dove lavora Alvaro e il dolce dedicato al Papa Pio nono, il liquore con il miele e il vino tinto e profumato. La pioggia sulle rose dell'Alhambra e la neve sulla Sierra Nevada. La passione di Annarita per Federico Garcia Lorca, la casa del poeta e il parco della sua uccisione con le liriche scolpite sulla pietra. I paesini della montagna andalusa, la costa frastagliata fino a Malaga. La città bianca di Nerja e la tempesta di notte sul mare. La scelta di Fabiana e il suo ristorante, dopo l'addio a Milano. Il balcone d'Europa e l'ultima paella sul mare. I controlli dettagliati in aeroporto e l'aereo in ritardo. I libri, la musica, la storia, le lacrime e i sospiri delle guerre e delle tragedie umane, le distruzioni e le ricostruzioni. La lezione di spagnolo di Esperanza e le sue poesie. Il culto delle due Madonne, di qua e di là dal Guadalquivir. Il diario di viaggio azzurro, gli indirizzi di nuovi amici, i ricordi descritti. Tutto questo nel mio cuore, nei miei occhi, nella mia mente, nel mio diario, nella mia Storia. Per sempre. Andalusia. “Oh se tu mi portassi via, sui monti dell'Andalusia...” (Esmeralda, “Zingara” in Notre Dame de Paris). Daniela, dal Diario di viaggio in Andalusia (27 aprile-2 maggio 2011).

Emilia, la via maestra a Buk Modena 2011

Anche questa presentazione-spettacolo di domenica 20 febbraio 2011, al Foro Boario, nell’ambito della Fiera BUK Modena, ha avuto un buon successo. La nostra idea di presentare i racconti, proponendo stralci di letture, abbinate all’accompagnamento musicale, è vincente. Ormai i libri non vengono quasi più presentati nella maniera tradizionale, ma sempre di più c’è l’abitudine a creare forse divertenti di contaminazione artistica. Anche a noi SEMI NERI piace così e ci divertiamo a coinvolgere amici cantanti e musicisti, proprio perché la musica e il canto riescono sempre a donare la giusta atmosfera alla letteratura. Anche se questa volta abbiamo presentato il nostro libro, nel bel mezzo di una fiera e attorniati da molta confusione, è stato divertente lo stesso, perché la coreografia di tanta gente e la curiosità degli intervenuti, dona entusiasmo a tutti, soprattutto a noi che scriviamo e ci sprona a scrivere ancora, sempre, per emozionare, come ci emozioniamo sempre anche noi. Alla prossima!

SENTIERI OPPOSTI: L’AMORE E IL SUO CONTRARIO

“Sentieri opposti: l’amore e il suo contrario” è un Recital che ho scritto per illustrare un viaggio ideale, con lo scopo di esplorare le sfumature dei sentimenti e le emozioni legate all’amore e al suo contrario. Nessuno è mai riuscito a definire cosa sia l’amore, nemmeno ciascuno di noi che, in un modo o nell’altro, lo ha incontrato nella vita. Allora ho pensato di provare a “descrivere” le sfumature dell’amore, raccogliendo racconti e poesie, per narrare i sentimenti legati all’amore. Ma anche al suo contrario, ovvero a tutto ciò che è l’opposto dell’amore: l’odio, il tradimento, la solitudine, la nostalgia, l’assenza. Perché invece l’amore è passione, contatto, calore, sguardi e presenza. Dieci movimenti artistici definiscono altrettante sfumature dell’amore: il colpo di fulmine, l’innamoramento, la passione e il desiderio, l’amore in ufficio, il tradimento, il rimpianto e l’oblio, l’amore oltre la storia, l’amore libero senza inganni, l’amore eterno, l’amore senza confini. Per ogni movimento, ho individuato testi miei e testi di altri amici che fanno parte, come me, dell’associazione di scrittori I SEMI NERI. E così nel recital ci sono anche racconti brevi e poesie di Manuela Fiorini, Claudio Vincenzi, Massimo Vaccaro, Mirko Farnitano e Gabriele Sorrentino. E poi con Lucia De Carlo e Claudio Javier Pollachini abbiamo definito le musiche adatte al Recital. Le melodie sono varie, di famosi autori conosciuti (Mancini, Gardel, Satie, Piazzolla, Schubert, Nyman, Chaplin, Debussy, Joplin, Arlen). Il Recital è aperto da una canzone (Wishing you were somehow here again di Webber) interpretata da Lucia. La canzone che chiude il recital, cantata sempre da Lucia, è la famosissima “Over the rainbow” di Arlen. Gli amici attori del Recital, Enrico Solmi e Lucia De Carlo, sono parte della compagnia degli HISTORICANDI (sezione de I SEMI NERI) fondata lo scorso giugno 2010. Così è nato questo Recital, un lavoro di squadra intenso, un successo per tutti. E così il 13 febbraio 2011, al Salotto Aggazzotti di Modena, abbiamo festeggiato la festa di San Valentino in modo insolito, ma sempre tra musica e poesia.

Emilia, la via maestra
EMILIA, la Via Maestra

EMILIA, LA VIA MAESTRA (Damster Edizioni, Modena 2010) è l’ultima Antologia, alla quale ho partecipato per l’Associazione di scrittori I SEMI NERI. Vi è pubblicato un mio racconto ironico, LA REGINA DELLE FAVE, ispirato alla sala riunioni, al mio lavoro in edilizia, ai personaggi del mio ufficio, che ho disegnato dentro ad una storia che riprende un rito scaramantico legato al culto dei morti, al mese di novembre, ai romani e agli egizi e alla cucina antica e attuale, che ancora ricorda questi riti e che si celebra in certi ristoranti tipici della Pedemontana. Il filo conduttore che lega i dodici racconti di questo libro è infatti il ricordo, la memoria, la nostalgia, gli aneddoti, le storie che si articolano lungo quella via principale di Modena, che è l’antica via costruita da Marco Emilio Lepido, la Via Emilia, la “via maestra” di Mutina appunto. La prefazione è stata scritta dal professor Giancarlo Montanari, che in passato fu il presidente dell’associazione I SEMI NERI e che oggi è un insigne studioso e cultore di storia e folklore modenese. E così questi racconti parlano di Modena e dintorni e sono interessanti non sono per chi a Modena, come me, nasce e vive, ma anche per chi arriva qua per piacere, per lavoro, per un’avventura, o per amore. In questa Antologia sono pubblicati splendidi racconti di Manuela Fiorini, Gabriele Sorrentino, Marco Panini, Enrico Solmi e altri amici ... Pare che le prime duecento copie stampate siano già esaurite, così l’editore sta andando in ristampa. Segno che piace questa Antologia, che fa di Modena il perno, la culla di ispirazione, per storie che ruotano lungo quella linea che è la via Emilia, ed è bello pensare – come scrive Montanari - che una città possa aver ispirato queste creazioni; è questa infatti la giusta strada per dare senso al lavoro di chi ama la scrittura: costruire a tema ricomponendo un’epica. E allora viene da dire che qualche volta, le strade portano a Mutina, attraverso la via Emilia di certo! Emilia, la via maestra è in tutte le migliori librerie di Modena e la si può ordinare anche contattando l’editore Damster http://www.damster.it/
Non mi resta che augurare a chi lo vorrà..buona lettura!

La Signora del Castello al Salotto Aggazzotti
EMILIA, la Via Maestra

Dopo mesi di fatiche, ce l’abbiamo fatta. La Signora del Castello è un vero spettacolo e il Salotto Culturale Aggazzotti di Modena, la sera dell’11 novembre scorso, si è trasformato in un castello medievale, per accogliere la corte di Eloisa e la sua storia. Sono molto soddisfatta perché i commenti sono stati positivi e chi ha partecipato ci ha restituito emozione e stupore. Ed è questo il successo più grande: essere riusciti a trasmettere emozioni. Questo dona la forza di superare gli ostacoli di un progetto che parte così, senza finanziamenti e senza precedenti. Dopo la rappresentazione dello scorso 10 luglio a Beneverchio di Pavullo (Mo), abbiamo affidato la regia ad un regista e poi il cast si è arricchito di attori fantastici, che sono entrati ciascuno nella rispettiva parte con coinvolgimento e molto divertimento. Io pure mi sono divertita moltissimo e questa intensa e faticosa esperienza mi ha ancora una volta arricchita. La compattezza di questo gruppo e la musica dal vivo che ha accompagnato le fasi delle emozioni narrate e vissute, mi hanno davvero proiettato in una dimensione di sogno. Voglio ringraziare i miei straordinari compagni di avventura: Enrico Solmi, Gabriele Sorrentino, Lucia De Carlo, Monica Elisabetta Amaduzzi, Mirko Bonini, Raffaele Fusilli. Un grazie speciale al pianista, il maestro Claudio Javier Pollachini. Ammirazione profonda poi per la voce di Lucia, la quale oltre a recitare, ha cantato con le voci celtiche che tanto amo e mi commuovono. E grazie a tutti coloro che sono intervenuti e che hanno provato emozione con noi alla serata della festa di San Martino al Salotto Aggazzotti. Abbiamo ancora voglia di proporre testi ispirati ad eventi della storia, con l’idea di “rappresentare” emozioni e sentimenti di uomini e donne del passato, che in fondo hanno vissuto vicende di dolore, amore, attesa, vita e guerra, dove anche noi, donne e uomini di oggi, ci ritroviamo. Perché le emozioni non hanno tempo, ed è bello interpretare oggi, con racconti, letture e rappresentazioni, i sentimenti universali ed eterni di ogni essere vivente. Ringrazio gli amici scrittori e poeti dell’associazione I SEMI NERI, che hanno fornito alcuni suggestivi testi contenuti nel mio copione, in particolare Mirko Farnitano, Massimo Vaccaro, Marco Panini, Gabriele Sorrentino, Enrico Solmi. Grazie a Manuela Fiorini per i rapporti con la stampa, grazie a Maria Costa di Singing Hair per l’acconciatura e grazie a Barbieri Costumi per gli abiti di scena, grazie a Paprika per la degustazione di idromele che ha concluso lo spettacolo. Grazie alla contessa Simonetta Aggazzotti, la nobile Signora dello storico Palazzo modenese che ha ospitato e presentato il nostro spettacolo. E’ stata una fantastica avventura, che replicheremo presto! Grazie a tutti!

Elyssa
Locandina di diPINTIdiVERSI

Il nome vero di Didone era Elyssa. L'ho scoperto dal mio ultimo viaggio a Cartagine. Elyssa era forte e bionda e non accettava le regole.
A Tiro le uccidono il marito che forse lei amava, ma lei non accetta le imposizioni. E allora scappa, scappa lontano, scappa dal Libano e approda in Africa. Costruisce la nuova città con l'astuzia, tutti conoscono la storia della pelle di toro tagliata a striscioline sottili che delimitano il perimetro della nuova città affacciata sul bel mare. Elyssa inganna il re berbero che la vuole soggiogare, lo inganna perchè è donna e forte e conosce la dialettica e l'arte della seduzione. Il re berbero capitola davanti a lei e le lascia costrure Cartagine. Ma molti uomini la vogliono, le vogliono imporre nuove nozze dopo che lei ha fondato la città più bella dell'Africa, la vogliono con un uomo, non osano pensare che lei regni da sola, ma Elyssa compie un altro inganno, compone una pira, comunica a tutti che farà sacrifici in memoria del marito prima di accettare nuove nozze, poi si immola lei stessa. Altro che morire per l'abbandono di Enea, come ha scritto Virgilio, su commissione. Una regina non si uccide per un uomo, una regina sceglie solo le regole che lei stessa osserva.
Didone, Elyssa, è libera e così sceglie da sola se vivere o morire e così, con questa scelta, vive per sempre.

La signora del castello
EMILIA, la Via Maestra

Cantiam la storia tra voli di falco e danze di fanciulle - Lungo la Via Romea, dove una Dama rubò il cuore a un Pellegrino, Cavalieri erranti gareggiarono per fede e per amore”, è un evento originale che anima una cena, proponendo la rappresentazione di una storia, a sfondo storico, sviluppata su varie scene, all’interno delle quali viene articolata la letture di racconti brevi e poesie.

Questo evento è stato voluto da IAL Emilia Romagna, nell’ambito del progetto PARCHI DI CULTURA E LUOGHI DELL’ANIMA E DEL MEDIOEVO. Il debutto ha avuto luogo, sabato 10 luglio 2010 a partire dalle ore 21,00, presso l’Agriturismo Beneverchio di Pavullo nel Frignano (MO), che ha preparato la cena a tema storico, nel corso della quale, è stato proposto lo spettacolo. La realizzazione dell’evento è stata resa possibile, grazie alla collaborazione tra l’Agriturismo Beneverchio e l’Associazione di scrittori I SEMI NERI.

L’evento vede come protagonista “La Signora del castello”, ovvero Eloisa, emersa dalla fantasia di Daniela Ori, con lettura di racconti e poesie di Gabriele Sorrentino, Enrico Solmi, Marco Panini, Massimo Vaccaro, Mirko Farnitano, Daniela Ori. Lo spettacolo si articola in diverse scene, accompagnate da un Cantastorie, che scandiscono le differenti fasi della cena. I personaggi si alternano con leggerezza e tensione, tra dialoghi recitati a memoria e letture di brani ad una, due o tre voci, creando un effetto armonico e una coreografia perfetta, che suscita emozione ed interesse nel pubblico, che si ferma attento ad ascoltare, trattenendo il respiro, nelle parti più di tensione e di attesa.

La colonna sonora dell’evento è stata scelta da Marcella Spaggiari, in arte Marshell. Tutto lo spettacolo è accompagnato da musiche differenti per ogni stato d’animo rappresentato, dall’attesa, alla speranza, al sogno, al dolore, al desiderio, alla passione, alla paura, al dubbio, all’apprensione. Tutti sentimenti che vengono messi in scena suscitando, anche nello spettatore, le stesse emozioni rappresentate dai personaggi e dai loro interpreti.

I personaggi di questa storia sono Eloisa (Daniela Ori), la Signora del castello, rimasta sola a difendere la sua gente, dopo che il suo sposo Goffredo (Massimiliano Bosi), è partito per le Crociate in Terra Santa. La consolano le donne della sua corte, in particolare la sorella Leonora (Lucia De Carlo), sempre accanto a lei a sostenerla e a confortarla. Un frate un po’ alticcio ma divertente è Padre Anselmo da Nonantola (Gabriele Sorrentino), che arriva al castello con le sue benedizioni, esortando al pentimento e al ravvedimento da peccati e tradimenti. L’assedio da parte di Romualdo (Filippo Marocco), baldanzoso cavaliere normanno, cambia le sorti del castello. Il destino di Eloisa e della sua corte è legato ad un amuleto magico, forgiato dalla Maga Maya (Elisabeth Mantovani), per proteggere Goffredo, che lo indossa prima di partire per la Terra Santa, ma che poi viene perduto. L’amuleto ricomparirà sul petto di Romualdo e questo farà cambiare le sorti della storia e del castello. Il duello finale tra i due Cavalieri, che chiude in maniera travolgente lo spettacolo, coinvolge tutti i partecipanti che attendono, in silenziosa trepidazione, l’esito di una storia che li sente partecipi e che, in ogni caso, rimarrà per sempre nei loro cuori.

La magia di questo evento è proprio quella di unire personaggi, interpreti e spettatori in un tutt’uno, come a realizzare una storia che, in fondo, è la rappresentazione di un arcobaleno eterno di emozioni, che non hanno tempo, perché l’animo umano è sempre uguale, nel Medioevo, come ai giorni nostri.

Per quanto mi riguarda, rivolgo un grazie sincero all’Agriturismo Beneverchio, ai SEMI NERI, a tutti gli amici, agli artisti, agli interpreti, che mi hanno aiutata e sostenuta in questa mia ultima folle fatica ...

La festa del solstizio d'estate

E il calendario ha segnato la data del 21 giugno. Avrebbe dovuto essere il primo giorno d’estate, ma la pioggia e il freddo hanno mutato il senso del tempo e delle stagioni. Ma io, sabato 19 giugno, ero in un giardino sconosciuto, anche se mia madre dice che da piccola ci ero già stata, ma io non me lo ricordavo quel posto di magia … E la musica celtica rendeva fiabesca l’atmosfera e così gli incensi che profumavano l’aria, già lieve di fiori e colori. Lucia mi ha portato l’abito lungo viola di Ginevra e i fiori lilla per adornare i capelli e lei ha indossato un abito rosa leggero, da farla sembrare una fata. Mi dicono che quando leggo la storia di Laura di Montebello, tutti si commuovono. Vi confesso che vengono pure a me i brividi, ogni volta che evoco la tragedia di Deline, come se lei comparisse davanti a me … e ho scritto di Laura, perché mi sono immedesimata nel suo dolore. Poi ho voluto che fosse Lucia a leggere di Lucrezia, perché è un mio racconto intenso e la mia amica, che studia teatro, lo legge con passione. Gabriele ha indossato una camicia rossa e un mantello nero ed era perfetto nella parte di Serse, che in realtà nasconde una natura più inquietante … Era la Festa del Solstizio d’Estate, organizzato da Elisabeth per LaRoseNoire. Ambiente delizioso, gente solare, musica sublime, buffet ricco e variopinto, clima bizzarro … ma siamo riusciti a terminare il nostro reading e a farci le foto con quegli abiti di sogno, prima che scoppiasse il temporale … Forse però anche tutta questa pioggia non è stata inutile, ha come spazzato via qualcosa, che doveva essere pulito …

diPINTIdiVERSI

Locandina di diPINTIdiVERSIdiPINTIdiVERSI è il nuovo evento di contaminazione artistica a cui ho partecipato, quale socia dell’associazione di scrittori I SEMI NERI, il 7 aprile 2010. Per Eleonora Gambuzzi, che ha realizzato splendidi originalissimi dipinti per la sua ultima personale, noi Semi Neri abbiamo scritto poesie, o brevi racconti. La pittrice ha poi scelto gli abbinamenti, o meglio ha individuato il testo poetico o letterario che meglio descrivesse l’emozione da lei riportata sulla tela. Con la regia di uno dei nostri soci, il bravissimo Enrico Solmi, a sua volta scrittore e attore, abbiamo poi realizzato lo spettacolo che ha visti alternati sul palcoscenico della sala mostre del Caffè Concerto di Modena, cinque lettori/attori per interpretare le opere di dieci Semi Neri. Alle pareti della sala, i quadri di Eleonora, con riportati, per esteso, a lato o sotto, i testi delle nostre poesie e dei nostri racconti che sono così diventati, con nostro eccezionale stupore, prolungamento del dipinto stesso. Il regista mi ha affidato il compito di presentare la serata, oltre a leggere una poesia mia e una di un nuovo socio dell’associazione, che io stessa sto “lanciando” e che ho voluto a Modena per questo evento. Mirko è arrivato da Roma, emozionato per l’incontro con la sua musa ispiratrice, la bellissima Angelica e per il desiderio di conoscere i nuovi amici modenesi. Credo che questa giornata se la ricorderà per molto e credo anche che l’ispirazione, che gli è scaturita da questa esperienza, gli donerà nuove splendide poesie. Intanto noi abbiamo raccolto un altro successo e la presenza in sala di oltre sessanta persone lo conferma. Grazie ai dieci Semi Neri, autori dei testi: Monica Zironi, Roberto Vaccari, Enrico Solmi, Manuela Fiorini, Mirko Farnitano, Marco Ceroni, Marco Panini, Daniela Ori, Massimiliano Rossi, Pietro Bodi. Grazie ai cinque lettori: Enrico Solmi, Lucia De Carlo, Monica Elisabetta Amaduzzi, Roberta De Piccoli, Daniela Ori. Complimenti ad Enrico per la regia, auguri a Mirko per il suo debutto nel panorama letterario come poeta e complimenti a Lucia per il suo debutto come lettrice. Un applauso speciale ad Eleonora per l’idea di un evento così originale, come diPINTIdiVERSI. Grazie a tutti i Semi Neri e agli amici che sono intervenuti a questa serata, in particolare saluto, con molto affetto, i miei “fedelissimi”: Gabriele, Manuela, Maria Cristina, Cristiana, Monica, Mauro, Elisabeth, Laura, Katia, Stefania, Fabrizio, Paolo, e tutti gli altri….Grazie anche a coloro che non sono potuti venire, ma erano con me e con tutti noi con il pensiero (Marco, Antonio, Maria, Stefania, Anna, Angela, e altri…).

Maurizio

Il pittore Maurizio Delvecchio Mi ha stupito ancora una volta il talento di Maurizio Delvecchio. Olio su tela. Scriverò ancora per lui, nel silenzio del ricordo. Nero, lo sapevo che avrei trovato il nero, dopo il suo lutto recente. Non mi aspettavo di vedere il nero di rotaie infinite, inquietanti, intriganti…Ma ho percepito, evocato tra le pennellate scure, un cammino lungo, un percorso infinito, cupo come il dolore, anche se, sotto tutto quel nero, ho intravisto il blu, il colore del cielo, una sfumatura di speranza sotto la luce della notte. Ma poi all’orizzonte, in fondo alle rotaie, luci, solo luci sfavillanti, come l’artista volesse evocare che la meta è gioia, è una festa che appare all’orizzonte, è la speranza di qualcosa di bello e giocoso che emerge là in fondo, alla fine del tunnel, al termine del nero, il colore, la luce. Metafora di una certezza di sole, dopo tanto buio, speranza di un mondo di festa, dopo tutto il dolore. Che spettacolo l’immagine di una città di luce, ritratta nei nuovi dipinti di Maurizio…una città spettacolare, americana, aperta e libera…una città che appare ed emerge, come nel finale delle fiabe più attese, come un sogno fantastico che si materializza, ancora una volta, sulla tela, tra l’assenza di colori e i colori evocati tutti assieme, nel tripudio della luce (Gli ultimi dipinti di Maurizio Delvecchio a VERNICE, Forlì 28 marzo 2010).

Compagno lavoratore

.... quello che deve andare al bagno di casa perché in ufficio non gli viene; quella che scappa via perché le telefona l'asilo e le dice che il figlio ha il moccolo; quello che va a fare un sopralluogo in cantiere poi lo vedono alla posta; quella che va alla visita medica poi la incontrano in centro con le borse di Max Mara; quello che deve scaraventarsi a casa perché la moglie “è in temperatura” e … o stavolta o mai più; quella che ha le caldane e deve andare in farmacia sennò sviene; quella che deve andare ad allattare; quello che ha il figlio con gli orecchioni; quello che esce venti volte la mattina per fumare perché il fumo è un vizio e se non fumi sballi; quello che deve andare ad iscrivere la figlia all'Università perché da sola si perde; quello che si deve far estrarre un dente ma poi sta male ma non si più prendere un giorno di malattia perché il Ministro gli toglie 100 euro; quello che marca il cartellino alle 8,00 e smarca alle 13, 00 sta sempre in ufficio, non va manco al gabinetto, non mangia mai, non fuma mai, non si fa mai nemmeno una ... pausa, però è sempre lì in ufficio dalla mattina alla sera, dal lunedì al venerdì, sempre... che se entri nel suo ufficio ha la scrivania pulita, vuota, linda, senza pratiche... senza progetti, senza scartoffie … ma sta lavorando, questo? Ma tutto questo era un film, passato, archiviato, cancellato…oggi siamo tutti sotto controllo, cartellini in vista, permessi per la malattia, codici per uscire, codici per entrare, permessi per stare in ufficio e permessi per le trasferte, telefoni e computer sotto controllo e controlli sui tempi di attesa e di assenza…per colpa di decenni di fannulloni, ora …sembriamo fannulloni tutti. Anche chi non ha mai avuto nemmeno il tempo, in ufficio, di accorgersi che il tempo è cambiato…Oh certo che è cambiato. Non si sa in che modo però…

Buk Modena

Oltre l'orizzonte, oltre il successoEcco la magia si ripete ancora. Domenica 14 marzo, al teatro Tenda di Modena, assieme ai miei coautori, vivremo ancora una volta quell’emozione che ci prende, ogni volta che presentiamo il nostro libro. Ma non si sono ancora stancati di farcelo presentare? Sembra di no, forse la formula è stata vincente, in questo mondo fatto di banale quotidianità, di crisi e problemi infiniti. Racconti brevi che ti fanno dimenticare almeno per un po’ gli impegni della vita, almeno per il tempo della lettura. Una scrittura semplice, fluida e senza pretese, perchè la cultura, quella vera, è semplicità, come la letteratura, quando riesce ad entrare nel cuore dei lettori. Siamo spronati a scrivere ancora, ancora di più, assecondando quello che cito sempre in ogni presentazione, il nostro “delirio creativo” quella malattia, quel fuoco che ti prende quando sei ispirato e non senti più nulla, stanchezza, sonno, fame, noia, ti metti solo a scrivere, scrivere, scrivere…come sto facendo ora…a domenica allora! Dimenticavo…l’evento conclude il festival della piccola e media editoria, che avrà luogo a Modena il prossimo w.e.

Oltre il successo

Lucrezia dal sogno di DanielaSe i sogni hanno un colore, quello che si è materializzato alla serata al Barozzi del 14 gennaio 2010, è un arcobaleno di luci ed emozioni. Spettacolo fantastico: meraviglioso vedere la sala gremita di studenti, insegnanti, amici, parenti e giornalisti e tanti altri ...Grazie a tutti, grazie ai miei meravigliosi amici coautori Manuela e Gabriele, che hanno recitato nella parte di Prospero e di Adamo...grazie al pianista delle nuvole Lucio, che ha suonato splendidamente, grazie alla sensuale Maria, che ha stregato tutti con il suo canto, grazie all'attore Enrico, sempre più suggestivo nella parte del folletto bianco. E un grazie speciale a Mirko, il cavaliere del sogno, del gruppo di rievocazione storica Cavalieri di Ranaan di Milano, che ha incantato tutti con la sua apparizione magica, in armatura storica. E ancora grazie infinite a Lucrezia, il mio personaggio, la mia principessa bionda, colei che mi ha ispirato il sogno ed il racconto sull'affresco....Successo strepitoso di OLTRE L'ORIZZONTE - Racconti tra sogno e realtà....Oltre la realtà, c'è un mondo di sogni...reali! Agli studenti della scuola, che ha ospitato questo evento, un grazie speciale per il sostegno clamoroso e un augurio di non cessare mai di...studiare la storia e di sognare....Grazie a tutti!

Un buon successo

Manuela Gabriele DanielaCon il nostro libro "Oltre l'orizzonte, Racconti tra sogno e realtà" (Montedit, Milano 2009) abbiamo avuto successo. Uscito alla fine di settembre, le 150 copie della prima tiratura, stanno per essere esaurite. Praticamente tutte le librerie del centro di Modena hanno il libro oppure possono procurarlo, su ordinazione alla casa editrice. La prima presentazione al Salotto Aggazzotti del 23 ottobre scorso è stata un successo, solo lì 20 copie vendute. Ora il prossimo w.e. il nostro libro sarà in Piazza Grande a Modena, in uno stand che pubblicizza libri emergenti, nell'ambito della fiera del Libro. Poi, la settimana successiva, saremo di nuovo a presentare il libro al Cafè Livre di Modena il 3/12 alle ore 19.  Nel nuovo anno, il 26 gennaio 2010 abbiamo in programma una presentazione ad un Caffè letterario a Reggio Emilia. Ma abbiamo una bella news: dopo aver partecipato ad un concorso bandito da Coop Estense per libri di recente pubblicazione, il nostro libro è stato selezionato tra i migliori 20 che verranno esposti e venduti come strenne natalizie nei vari Ipercoop, Grandemilia ...In ultimo, notizia di sabato scorso, una professoressa illuminata di una scuola tecnica di Modena, che sta educando gli studenti alla letteratura, ci ha chiesto di presentare il nostro libro a scuola. Abbiamo fissato come data il 14 gennaio 2010 e anche lì sarà un divertimento assicurato, per noi autori, ma ancora di più per i ragazzi. E questa è la soddisfazione più grande: fare della nostra fatica un progetto educativo. Ma intanto andiamo già in ristampa ...

Rievocare la Storia

Excalibur, la spada di Re ArtùC’è chi studia la Storia e narra gli eventi e chi la Storia la vive, la interpreta, insomma la rievoca, vivendo e imparando i gesti e le abitudini di chi ha vissuto veramente certi eventi, che noi tutti immaginiamo, o vediamo riproposti nei films storici. Cosa provava un giovane che veniva addestrato per diventare un cavaliere? E come si preparava ad una battaglia? Come si nutriva, dove dormiva e come riusciva a salvare i propri sogni, tra combattimenti, lotte e sangue? Sentimenti del passato, abitudini, tempi e sensazioni che si possono guardare o immaginare interpretati dagli attori. Ma quando si decide di rivivere, in prima persona, quelle gesta, allora non è più una finzione, ma una vera convinzione che diventa passione. E allora si indossa l’abito della fiaba, l’elmo del coraggio, il mantello dell’audacia e il bosco diventa il teatro dell’evento che si fa reale, il castello diviene il rifugio dagli inganni, il palazzo affrescato emerge come il centro del potere, come se il passato si annullasse per diventare oggi. E allora tutti i simboli, le parole, i riti, i miti delle fiabe diventano attuali. Un gioco che diventa vero. Un po’ come quando, con le amiche Manuela, Cristiana, Lucia e altre, indosso l’abito delle nobildonne, per evocare i fasti di una corte sontuosa, durante le serate estensi modenesi di giugno. Mi agghindano come una principessa e così divento realmente il personaggio che rappresento e, in quei momenti, immagino le emozioni, le sento, le rivivo su di me, come se divenissi quella dama che, nell’abito, impersono. Credo che tutti coloro che rievocano, per gioco o per passione, eventi di epoche passate, provino emozioni simili. Oggi è il compleanno di un amico che organizza e vive in prima persona queste rievocazioni storiche. Oltre ai miei sinceri auguri, segnalo un suo interessante articolo scritto per amore della storia e della spada. http://www.astercenter.net/ricerca/spada/spada.html.

Il caso Ricci

Terra e Identità pubblica l'articolo sul caso RicciNessuno ci fa caso a Modena, nemmeno se gira due volte per sperare che si liberi un parcheggio. Piazza Roma, o meglio la Piazza antistante il Palazzo Ducale, è sempre affollatissima di gente come al solito distratta e di fretta. Ma lui sta lì, immortalato da più di un secolo, sul basamento di una scultura. Condannato ad una fama, che qualcuno ha voluto attribuirgli. Ma la storia vera chi la scrive? Di certo coloro che vogliono far passare una notizia. Ma la verità? A volte muore con il malcapitato. Fino a quando … qualcuno, con la forte passione per la storia e per amore di verità, comincia a scartabellare i documenti e passa giorni in archivio a riesumare le carte di processi raffazzonati, o inventati. Chi era veramente Giuseppe Ricci? Davvero è stato un cospiratore contro il Duca? E perché il suo volto è sotto la scultura di Ciro Menotti? La storia si ribella qualche volta ai complotti e alle dissacrazioni e, anche dopo molti anni, fa urlare la verità. Ma ci vuole coraggio. La Storia non è fatta solo di date e battaglie. La Storia è la vita, di uomini e donne, di sentimenti ed eventi. Gabriele Sorrentino, da oltre un anno, sta studiando il caso Ricci, ora ha scritto di lui nell’ultimo numero della rivista Il Ducato (Terra e Identità, Modena), ma presto ne farà un libro. Solo chi ama davvero la storia e riesce ad appassionarsi ai suoi personaggi, può far emergere la verità. Con questa vicenda singolare e avvincente, Gabriele ha aperto il convegno, domenica 18 ottobre scorso a Modena. Se Giuseppe Ricci potrà essere ricordato per quello che realmente era, non più per quello che hanno voluto tramandare di lui, sarà solo grazie a questo giovane storico che, con coraggio e passione, sarà riuscito a far emergere la verità, oltre calunnie, menzogne e complotti.