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Racconti di Viaggio
| Viaggio a Roma - 13-15 feb 2010 |
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Vissi d'arte, vissi d'amore ... |
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Già mi manca. Roma. Il bed & breakfast è di fianco al colonnato del Bernini,
non ci credi, ma se ti affacci al balcone pieno di piante, lo vedi lì, il
Cupolone, così vicino che sembra un manifesto. Quando esci dal palazzo, devi
fare un sottopassaggio perché se attraversi la strada, ti “arrotano”, come
dice il proprietario della Trattoria “Vittoria”, dove ti cucinano carciofi
alla romana da leccarti i baffi. La piazza San Pietro è piena di gente, l’ho
sempre vista colma di folla, con il sole, la pioggia, il vento. E pensare
che solo il giorno prima era caduta la neve. Avevo telefonato a Rossella a
mezzogiorno. “Sì, ci sta la neve – mi aveva detto - siamo saliti sul
Gianicolo per fare le foto, ma non attacca …”. E così quando sono scesa a
Termini, della neve, nemmeno il ricordo. Già sciolta prima del pomeriggio …
La facciata della Basilica di San Pietro ti guarda sempre con orgoglio e poi
quanto è maestosa la via della Conciliazione che ti porta fino a Castel
Sant’Angelo! Ho telefonato al poeta Mirko, che sta ancora lavorando, gli ho
detto che gli ho portato il libro, glielo lascio al bed & breakfast, o forse
no, ci vedremo a Piazza Navona, là davanti alla Chiesa di S. Agnese in
Agone, tra i dipinti dei pittori che animano quella piazza magica. E penso
che lì vicino c’è proprio S. Andrea della Valle, dove Cavaradossi dipinge il
quadro della Maddalena, con occhi così languidi e sensuali, da fa ingelosire
Tosca … Ma mi concentro per lo spettacolo, la ragione del mio viaggio a
Roma. Guardo, prima del tramonto quel castello, da cui Tosca si lancia
disperata e penso che, forse, la luna poi la viene a prendere, per portarla
dal suo amore perduto. Il Gran Teatro è molto fuori dal centro, in fondo è
un tendone, ma David Zard lo ha fatto costruire per i grandi eventi, per i
musical che finanzia. Arrivo presto e sono appena andati via gli spettatori
del pomeriggio. Vengo poi a sapere che gli attori hanno fatto il doppio
spettacolo. Che fatica, va bene che ci sono abituati, ma in ogni caso
immagino lo sforzo immane. Massimiliano aveva i biglietti dello spettacolo
del pomeriggio, ma non siamo riusciti a salutarci. Peccato. Non vedo l’ora
di rivedere Lalo, gliel’ho scritto che arrivavo a Roma, mi aspetta. Ho posti
privilegiati, nelle prime fila, accanto a me Gabriele, Alessandra e Giorgia.
Io vidi già Tosca a Bologna al debutto, era il 2004, mi aveva preso i
biglietti un amico, che ora non vedo più, perché abita in America.
L’importante è applaudire ancora i miei idoli, la splendida Misseri nella
parte di Tosca, e poi i due miti assoluti: Vittorio nella parte di Scarpia e
Graziano nella parte di Mario Cavaradossi. Sono curiosa di ascoltare il
nuovo attore, che interpreta Angelotti. Io ho nei ricordi la voce e la
bellezza di Attilio Fontana, ma ora non canta in questo spettacolo, c’è un
altro cantante, che non ho mai sentito. La scenografia è ancora più
sconvolgente, mi sembra anche che sia diventata più sontuosa, la musica è
arricchita di nuovi effetti speciali e quando appare, in cielo, fra le
stelle, la straordinaria Sidonia, ecco sento crescere l’emozione al punto da
toccarla. Gli amici lo sanno che avrei cantato per tutta l’opera, conosco a
memoria le arie più importanti, le seguo e mi lascio trasportare dai respiri
dei cantanti e dalla loro emozione, che diventa la mia. … “Luce dei miei
occhi non si può fissare il sole, così adesso chiudo gli occhi, sento il
mare e la tua voce … “. Tosca, una donna passionale, che insegue il
sogno di un amore che le doni pace e tranquillità. Una storia inquietante e
travolgente al tempo stesso, un amore disperato, una storia che colpisce e
mi ispira ancora oggi. Come può Tosca fidarsi del suo uomo, quando lui va
via? Come può restare tranquilla? A nulla servono le rassicurazioni di lui “…
Io cielo e tu luna, non ci lasceremo più, lo giuro su quella stella che sta
cadendo laggiù …”. Però Mario ha l’aspetto di Graziano e, penso, mentro
lo ascolto, che la sua voce è sempre potente. A Bologna, al debutto, nel
backstage gli dissi “Tu hai una voce che spacca il teatro”. Lo
penso ancora, anche se noto un timbro cambiato, forse più maturo, ma sempre
così intenso, o forse di più … E poi, in tutte le storie, c’è sempre quello
che si mette in mezzo alle coppie, per intrigo, per follia, per gioco, o per
... amore. E se questo terzo uomo ha il volto e la voce di Vittorio
Matteucci, come fai a resistere? Non puoi, non vuoi … E il personaggio di
Scarpia mi ha sempre incuriosito, ma Lucio Dalla lo ha voluto in una maniera
davvero forte, creando una figura, che Vittorio ha interpretato con assoluta
maestria, il comandante isterico, che si prende tutto sul serio, che decide
della vita e della morte di tutti, ma che … piange per se stesso, perché in
fondo comanda su tutti, ma non riesce ad avere l’unica cosa che vuole, lei,
Tosca, l’amore … la musica martellante che accompagna le parole che
insinuano la gelosia, nell’animo di Tosca, sono una danza feroce che fa
diventare pensanti i pensieri e sento angoscia nel cuore, perchè so che le
congetture sono più pesanti e false della verità … ma anche questa è un
sfida … credere, o fidarsi … eppure Scarpia sfida se stesso … “che cos’è
in fondo il mondo se non una partita mai finita, dove il bene e il male
fanno parte della sfida; non importa che cos’è che ferma un cuore, se un
bacio o se una pugnalata, se sto vicino a te, se stai vicino a me …”.
Solo nell’attimo della morte, un contatto, l’unico … e sento la platea che
ferma il respiro e sento il mio cuore che si ferma un attimo, sospeso …
Quando Scarpia viene accoltellato da lei, dal suo amore.
L’opera sta per finire e, quatta quatta, aspetto le ultime note e, assieme a
Giorgia, mi avvicino al palcoscenico, con la digitale accesa…l’ho sempre
fatto, sin dai tempi di Notre Dame de Paris, …così quando escono tutti lì
davanti al sipario di lamè, sono pronta a fare le foto. Mi piace vedere gli
attori da vicino, i loro vestiti, i loro trucchi, quello più sconvolgente è
il trucco di Iskra, che interpreta Sidonia, ma anche gli altri sono
speciali. E mi è piaciuto anche Antonio, bello, intenso, timbro e stile
diversi da Attilio, ma mi ha reso un bel Angellotti lo stesso.
Fuori dal teatro, Sabrina, Alessandra e il fan’s club … tutti pronti per
salutare gli artisti. Non c’è un backstage al Gran Teatro e si deve
aspettare che gli attori escano, ciascuno con le proprie auto e si fermino
nel parcheggio. E’ un po’ squallido, ma ci adattiamo. Quando vedo Lalo è un
urlo reciproco. Lui mi vede “Danielaaaaaa” e mi solleva in braccio
con vigore. Ci conosciamo da anni, ho il piacere di andare ai suoi concerti
ogni tanto. Ma qui, nella Tosca –diamine –che parte che ha avuto! In fondo
il suo è il personaggio più intenso di tutta l’opera, Lalo è un grandissimo
artista, con una voce profonda e incisiva e ha interpretato Spoletta, lo
scagnozzo di Scarpia, con ironia e follia. E’ l’unico che rimane in vita, in
fondo ed è l’unico che alla fine, oltre tutta la malvagità della sua vita,
riesce a trovare un senso per perdonare la sua condotta “Amore … ti ho
cercato ed eri dentro già al mio cuore”.
Grande emozione rivedere Vittorio. “Ti ricordi, anni fa, quando ti
portai sparse le mie poesie … sono poi state pubblicate …”. Gli ho
detto. E lui, in quel momento, si è ricordato il mio nome e mi ha
abbracciata con le sue congratulazioni sincere. Foto, autografi, dediche,
nel quaderno che mi porto sempre appresso … E sono istanti magici, che non
ti fanno dormire … e scopri che questi attori sono così bravi e
professionali sulla scena, ma poi quando resti a parlare con loro, dopo lo
spettacolo, ti accorgi che sono persone piene di cuore, simpatia e umiltà.
Questo è meraviglioso e poi, come mi ha detto Iskra, la musica avvicina le
persone. E’ vero. Che bello Graziano da vicino, sempre più affascinante,
beato lui che vive in Egitto, al caldo … E poi arriva lei, meravigliosa,
bella come la notte, la guardi e ti colpisce la sua eleganza, la sua
dolcezza e la sua semplicità. Ha la pelle d’ambra e gli occhi che sembrano
due lapislazzuli. E io quel colore l’ho poi ritrovato il giorno dopo, ai
Musei Vaticani, nel manto della Madonna della Cappella Sistina. E’ davvero
stupenda Rosalia e alza lo sguardo dall’autografo, quando le dico che ha
ricevuto un grande dono da Dio, una voce con cui ci fa emozionare ogni
volta; lei mi guarda e dice che è importante e bello che io abbia
riconosciuto questo. Mi mancherà Roma, mi mancheranno le emozioni che grandi
spettacoli, come questo, mi donano ogni volta, come le sensazioni di uno
sguardo, un abbraccio, una parola, una canzone, una poesia, una musica, un
sorriso, il sorriso di una città e di volti e di amicizie, che non finiranno
mai … E ricorderò quel ponte davanti al Castello della tragedia lirica, del
solito grande Bernini, con tutti quegli Angeli che ti guardano, con sguardo
di dolore e poi il volo di uccelli sul Tevere, liberi di librarsi senza
vincoli, penserò al canto di Angellotti “… la libertà … è cielo limpido,
incantato, è acqua fresca, è un amico ritrovato …“. Coltiverò
l’ispirazione per un nuovo racconto, immaginato la sera, in quel locale, un
po’ strano, in un vicolo di cui non ricordo il nome, là proprio dietro alla
statua di Pasquino … sì la scriverò questa storia nuova e avrà come sfondo …
Roma! Ma per ora mi basta aver portato la mia ultima creatura a Roma, “Oltre
l’orizzonte - Racconti tra sogno e realtà”, il libro che ho scritto con
Manuela e Gabriele. Lo stanno leggendo nella città più bella del mondo.
Questo è un grande successo per me. |
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Ale, Sabry, Gabry

Attori della "Tosca"

"Il Cuppolone"

Daniela a S. Pietro

Daniela con Lalo

Daniela con Matteucci

Gabry e Mirko

Il mio libro a Roma

Roma di notte

Rosalia

Il Tevere

Giardini Vaticani

Graziano e Giorgia

Il poeta Mirko

Il Papa
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