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Ci sono porte segrete, che conducono in mondi lontani. Le cerco sempre, con
la pazienza di un archeologo, con la curiosità di chi ama la storia. C'è
solo un modo per trovarne una: crederci. E allora scendo sotto l'immagine
apparente della città e dove c'è un pavimento, trovo un soffitto e ancora
scale mi conducono dentro la terra e ogni gradino è un secolo di vita e
racconti vissuti. Ho trovato qualcosa di nuovo, tra la Toscana e il Lazio.
Qualcuno mi era apparso in sogno, oltre le foglie di una pianta di seta. Non
ne avevo compresa l'origine, così ho progettato il viaggio. Era etrusco il
guerriero con l'elmo e la statura possente. Ancora più oltre, ancora più
indietro. Fino a un tempo in cui un Re lasciò la Lidia e diede il nome a un
mare. Veniva dall'Oriente e mi sembra di cogliere sui volti dei discendenti
di quella stirpe, i lineamenti antichi. Guardo i busti e i volti dei
sarcofagi nei Musei e nei Templi della fede. Uguali al barbuto che gestisce
il bed & breakfast con la moglie a Viterbo. Simili al bagnante di Albinia
che inveisce contro gli integralisti islamici. Analoghi al volto della
signora annoiata, che non riconosce il profilo dell'Argentario.
E' fantastico il Tirreno, quel mare che abbraccia una terra assolata, con le
spiagge scure, dalla sabbia vulcanica. E sulle colline, dipinti variegati di
colori che si materializzano allo sguardo. La luce del sole non si spegne
nemmeno al tramonto. Il Maestro mi ha educata a sentire il respiro del
tempo. Lo yoga è una luce che, una volta accesa, non si affievolirà mai. Lo
sentirò ogni volta che vorrò il respiro del vento dalla spiaggia di
Tarquinia. Così ho proseguito il viaggio e sono giunta in una città merlata,
che porta il nome del nostro Santo protettore (S. Geminiano, ndr).
Là, nell'ora del tramonto, ho concentrato l'attenzione e ho chiuso gli occhi
e ho sentito il rumore del vento, come quello sul mare. O splendido Tirreno,
che canti oltre le onde accese di inquietudine!.
Così la città etrusca, che emerge oltre le rovine del tempo, celebra la
grandezza di un ricordo. E lacerti di un popolo che decise di viaggiare per
l'ignoto, sono ancora qui. Nelle viscere di emozioni. Quelle che emergono
nei gioielli, che realizza l'artista di Capalbio. La lente ingrandiva il
gioiello: era l'effigie di un guerriero in armi. Ritrovare ricordi, evocare
pensieri. Antichi, come i riti di purificazione alle Terme. Anche a Saturnia
si respira quella magia.
E il filosofo della nutrizione è sempre lo stesso, nelle conferenze e nei
libri. Lo yoga, il qi gong, lo shiatsu, la meditazione, il cibo che
rasserena. Antichi riti, ancora attuali. Il benessere del corpo, il
nutrimento dello spirito. Rallento e respiro. La Maremma è tranquillità e un
invito ad abbandonarsi ai colori e ai profumi. La giornata appare più lunga
e intensa, impegnata nell'assenza di impegni. Non disperdo i ricordi, nella
frenesia dell'immediato. Cullo gli insegnamenti appresi, gli incontri
divertenti e i sorrisi.
Alla fine di questo viaggio, una porta l'ho trovata: è quella della
fantasia!. Il dono di un guerriero coraggioso, l'eredità del Re Etrusco. |