Il mondo di Daniela
      Il dono del re Etrusco    
   


Racconti di Viaggio

Il dono del re Etrusco - 25 ago 2007
  Ci sono porte segrete, che conducono in mondi lontani. Le cerco sempre, con la pazienza di un archeologo, con la curiosità di chi ama la storia. C'è solo un modo per trovarne una: crederci. E allora scendo sotto l'immagine apparente della città e dove c'è un pavimento, trovo un soffitto e ancora scale mi conducono dentro la terra e ogni gradino è un secolo di vita e racconti vissuti. Ho trovato qualcosa di nuovo, tra la Toscana e il Lazio. Qualcuno mi era apparso in sogno, oltre le foglie di una pianta di seta. Non ne avevo compresa l'origine, così ho progettato il viaggio. Era etrusco il guerriero con l'elmo e la statura possente. Ancora più oltre, ancora più indietro. Fino a un tempo in cui un Re lasciò la Lidia e diede il nome a un mare. Veniva dall'Oriente e mi sembra di cogliere sui volti dei discendenti di quella stirpe, i lineamenti antichi. Guardo i busti e i volti dei sarcofagi nei Musei e nei Templi della fede. Uguali al barbuto che gestisce il bed & breakfast con la moglie a Viterbo. Simili al bagnante di Albinia che inveisce contro gli integralisti islamici. Analoghi al volto della signora annoiata, che non riconosce il profilo dell'Argentario.
E' fantastico il Tirreno, quel mare che abbraccia una terra assolata, con le spiagge scure, dalla sabbia vulcanica. E sulle colline, dipinti variegati di colori che si materializzano allo sguardo. La luce del sole non si spegne nemmeno al tramonto. Il Maestro mi ha educata a sentire il respiro del tempo. Lo yoga è una luce che, una volta accesa, non si affievolirà mai. Lo sentirò ogni volta che vorrò il respiro del vento dalla spiaggia di Tarquinia. Così ho proseguito il viaggio e sono giunta in una città merlata, che porta il nome del nostro Santo protettore (S. Geminiano, ndr). Là, nell'ora del tramonto, ho concentrato l'attenzione e ho chiuso gli occhi e ho sentito il rumore del vento, come quello sul mare. O splendido Tirreno, che canti oltre le onde accese di inquietudine!.
Così la città etrusca, che emerge oltre le rovine del tempo, celebra la grandezza di un ricordo. E lacerti di un popolo che decise di viaggiare per l'ignoto, sono ancora qui. Nelle viscere di emozioni. Quelle che emergono nei gioielli, che realizza l'artista di Capalbio. La lente ingrandiva il gioiello: era l'effigie di un guerriero in armi. Ritrovare ricordi, evocare pensieri. Antichi, come i riti di purificazione alle Terme. Anche a Saturnia si respira quella magia.
E il filosofo della nutrizione è sempre lo stesso, nelle conferenze e nei libri. Lo yoga, il qi gong, lo shiatsu, la meditazione, il cibo che rasserena. Antichi riti, ancora attuali. Il benessere del corpo, il nutrimento dello spirito. Rallento e respiro. La Maremma è tranquillità e un invito ad abbandonarsi ai colori e ai profumi. La giornata appare più lunga e intensa, impegnata nell'assenza di impegni. Non disperdo i ricordi, nella frenesia dell'immediato. Cullo gli insegnamenti appresi, gli incontri divertenti e i sorrisi.
Alla fine di questo viaggio, una porta l'ho trovata: è quella della fantasia!. Il dono di un guerriero coraggioso, l'eredità del Re Etrusco.
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