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Racconti di Viaggio
| Gente di Lisbona - 31 gen 2008 |
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Un bastoncino di cannella al posto del cucchiaino. Così il mitico
Nicola propone il suo caffè. Il locale storico, meta di scrittori e
intellettuali, si trova nei pressi della Piazza Rossio, dove il pavimento è
un mosaico di pietre bianche e nere che disegnano un mosaico. Da noi, in
questo periodo fa freddo e la nebbia copre il cielo, ma a Lisbona l'aria è
leggera e colpisce il bianco degli sfondi, mentre i colori delle case
rallegrano i sensi.
Il buio invade la sala del locale nel Bairro Alto. Prima ci travolge la
voce, poi lo sguardo. Gabriel canta il Fado, accompagnato
alla chitarra da alcuni musicisti. Non si può descrivere degnamente questo
genere musicale, bisogna ascoltarlo, o meglio sentirlo. E' un canto che
entra nello stomaco ed evoca l'ineluttabilità del destino e la nostalgia di
qualcosa che non si afferra. Gabriel ha la voce calda e sensuale e rallenta
il tempo con le sue melodie. D'un tratto ci si sente in uno spazio diverso,
antico e questo canto consola le agitazioni e culla il cuore.
Un Cavaliere Templare esce dalla Torre del Belém, ha
l'armatura e il mantello bianco con la croce rossa. Solleva l'elmo e rivela
uno sguardo acceso e fiero, cavalca la storia e combatte per un'ideale. E'
coraggioso come un degno guerriero, ma gentile come un vero nobiluomo. A
Lisbona è ancora consentito sognare, anche ad occhi aperti, in una
dimensione senza contorni e limiti.
Il viaggio verso il Parque das Naçoes, progettato per l'Expo '98, è un
percorso attraverso la periferia est della città, uno slalom tra edifici
coloratissimi e condomìni enomi. Salgono sull'autobus facce di ogni razza,
mentre consultiamo la piantina. Il conducente si avvede
della nostra preoccupazione così, al capolinea, ci indica la strada migliore
per visitare le bellezze della città del futuro. Gentile anche questo
personaggio, come ogni persona di Lisbona, che ha come valori la
disponibilità e la dolcezza di un gesto di attenzione.
Sono straordinari gli architetti della nostra epoca, perchè qui hanno
realizzato opere di eleganza e leggerezza. Il nostro preferito è
Santiago Calatrava perché è un originale e sembra che giochi con i
materiali e le forme. Ha realizzato un giardino di vetro e acciaio,
immaginando un filare di palme come copertura della stazione, che raccoglie
e riflette la luce del cielo. La sua opera sembra salutare il visitatatore
che scende dal treno e lo immerge in una dimensione di pace, dove gli spazi
aperti verso il grande fiume Tago, sono capolavori di armonia, tra natura e
architettura.
Incontriamo Marta all'Oceanarium, il padiglione degli
oceani realizzato da un altro genio, Peter Chermayeff, in occasione
dell'Expo '98. Marta parla italiano, conosce l'Italia e le nostre città
d'arte. Ci racconta come viene gestito l'Oceanarium e la cura con la quale i
biologi nutrono quotidianamente i pesci e le altre specie animali. Attorno a
noi, luci e suoni della natura marina, che creano un concerto irreale, ma
vero; sembra di essere tornati agli albori della vita, sembra di viaggiare
dentro un sottomarino e la luce azzurra calma e rilassa. Marta è dolce e
bella, come le donne portoghesi. Hanno tutte una bellezza interna, che
emerge dalla gentilezza e dalla generosità.
Al Café A. Brasileira, nell'elegante Chiado, consentono di fumare. Così se
Fernando Pessoa decide di entrare, non si sente a disagio.
Ma io non tollero il fumo, così resto fuori e il poeta è ancora lì, seduto
con il suo cappello e la giacca sgualcita. Mi siedo di fianco a lui e chiudo
gli occhi respirando, sognante, le liriche eterne dell'artista.
Oltre le case del quartiere arabo, si ode ancora il canto di Amalia
Rodrigues, che è nata qua, sull'Alfama. Era bellissima e la sua
voce è divenuta una leggenda. Così mi appare Lisbona: una donna con la veste
di seta e i tacchi a spillo, una creatura d'eleganza d'altri tempi. Sobrietà
e dolcezza, come assaporare la pace ammirando il tramonto dal Miradouro di
Santa Luzia. Si scorge il Castelo de Sao Jorge, la Cattedrale del Sé
Patriarcal e, laggiù, il fiume Tago. Un cantautore di strada,
con i capelli d'argento, intona una melodia popolare, accompagnandosi con la
chitarra.
Renildo è emozionato, dal Brasile è atterrato a Lisbona e
ora arriverà in Italia, con il nostro stesso aereo. E' vestito
elegantemente, ha il viso giovane e non trova pace, l'euforia si è
impadronita di lui. Racconta del suo progetto e regala locandine e biglietti
da visita. Il suo sorriso, l'energia e il suo desiderio di successo donano
una strana sensazione di benessere. Gli auguriamo buona fortuna, mentre lo
vediamo allontanarsi fuori dall'aeroporto, con i suoi bagagli e la sua
allegria.
E Mariza è arrivata a casa con me. Le sue canzoni mi
ricordano Lisbona e le ascolterò ogni volta che vorrò tornare, con il
pensiero, nel ricordo di una città indimenticabile. Perché Lisbona è entrata
nel mio cuore. E ne ho già nostalgia … Obrigada, Lisboa!.
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Vedi la PhotoStory di Lisbona
(I),
(II),
(III) |
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Questo racconto è stato pubblicato anche su
cisonostato.it |
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