Il mondo di Daniela
      Divertissement    
   


Racconto

Sulla strada di Emilio Lepido - 05 giu 2007
 
   
 

Un pomeriggio di lavoro in un noto Comune emiliano, ufficio del dirigente dell’edilizia privata, discussione su un progetto edilizio ….

" … Ma come faccio poi ad arrivare all'ufficio postale, se mi togliete la strada?". Obietta, preoccupata, la funzionaria legale all'imprenditore edile, che illustra il suo progetto.

 "Non si preoccupi dottoressssssa, la strada ce la faccio di qua, poi giro per di là, vado su per di giù e vengo  giù per di su..." Così risponde l'opulento personaggio, con la S sostanziosa come un piatto di tagliatelle ricolmo di ragù.

 "Ma cosa mi patrocchi sul disegno: questo è l'originale!!!!" Sonoramente lamenta il robusto geometra dell’ufficio comunale al suo dirigente, che indugia con geroglifici sull'elaborato progettuale.

Risponde il dirigente,  mostrando cordoglio con gli occhioni azzurri spalancati: " Mo sto usando la matita ... si scancella quando vogliamo".

Non formalizziamoci troppo con l’utilizzo della lingua italiana, siamo in Comune, mica all’Accademia della Crusca! Qua siamo tutti amici, amiamo ritrovarci al ristorante e qua da noi i ristoranti sono copiosissimi e …. dalla stazza degli abitanti di questa città, deduciamo che sono anche frequentatissimi! Va beh, fare la dieta, qua da noi, è un’eresia, ma … torniamo al nostro progettino …

Storce un po’ il nasino sottile, la nostra ligia dottoressa, poi rivolta al costruttore, solleva un dubbio: "Ma i carotaggi li avete effettuati, intendo dire, le verifiche sul sottosuolo ... lo sapete che sei metri sotto c'era la città romana, vero?".

 "Mo, ssssì, dottoressssa, ci siamo dietro … deve venire l'archeologo la prossssima settimana, ma ci ha detto che la via Emilia era un po’ spostata da dove è adesso". Replica il corpulento costruttore.

 "L'esperto ha riferito il vero – conferma la giurista - l'antica strada di Emilio Lepido correva infatti lungo un asse parallelo, pare coincidente a quella che è attualmente nominata come Via S. Eufemia".

La donna osserva lo sguardo un po’ basito degli imprenditori e precisa: "Emilio Lepido .... condottiero romano ... nonché costruttore ... sì insomma, un vostro collega dell'epoca romana". Se avesse forse comunicato loro dove si trovavano le antiche "tabernae" (spiegando magari cosa fossero ....) avrebbe certamente riscosso maggior successo di ascolto.

 " Quando avete intenzione di cominciare il cantiere?". Domanda ancora la puntuale funzionaria.

 "Appena possibile, anche a inissio luglio, appena le carte sono pronte ... se il Comune non ci fa aspettare le Calende ...". Risponde il costruttore, ostentando, a sua volta, la sua conoscenza di citazioni antiche (?!).

"Allora venite-mo nel mio ufficio, che vi correggo subito la bozza della convenzione seduta-istante, così poi ve la portate in studio e domani me la riportate firmata". Propone sorridendo la sollecita giurista.

"Adesso, subito, dottoressssssa?" Spalanca gli occhi neri, l'opulento personaggio, ripiegando gli elaborati progettuali.

"E non avevate fretta di imbiancare la Via Emilia di polvere?" Risponde la dottoressa, tra le risate dei presenti ...

Tempi moderni, computer sempre accesi, memoria attivata e pronta ... pochi minuti ed ecco ... un atto bello e pronto, confezionato e consegnato.

Però che belli i tempi dei Romani, quando c'erano gli scribi e la contabilità a mano ... Meno tecnologia, ma più ... cultura e consapevolezza della propria origine e delle proprie radici. Sì, i computer non esistevano, ma i cantieri erano comunque maestosi e le opere rimaste sono ancora perfette, come allora.

   
   
 

Ogni riferimento a persone o a situazioni reali è ... perfettamente voluto.

   
  Torna all'indice dei racconti