Il mondo di Daniela
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Racconto

Belli da vedere - 01 dic 2006
(ovvero la lezione di yoga dinamico)
   
  I personaggi di questa storia:
   
 

Marco, l’insegnante di yoga
Gli allievi del corso di yoga dinamico

   
 

Siamo un gruppo affiatato, la palestra la nostra meta per la lezione di yoga dinamico, due sere la settimana, lunedì e giovedì, un appuntamento immancabile. Sì, perché lo yoga è disciplina, anzi è … un’arte per raggiungere forza, equilibrio e determinazione.

Ci guida uno splendido Maestro, dal nome importante, quanto quello di un condottiero romano. Pronuncia, con enfasi, il suo nome Marco e sentirai già così forza ed energia.

Lavoriamo per liberare energia e sviluppare l’equilibrio e così tonifichiamo il corpo, per rafforzare la mente. Come potremmo vivere, senza lo yoga? E come possiamo resistere, un mese intero, agosto, quando la palestra chiude e ci “costringe” ad andare in vacanza?

E così torniamo, puntuali, a settembre, il primo giorno di apertura della palestra. Siamo lì, rilassati a raccontarci le vacanze, quando i nostri occhi incontrano le sguardo del Maestro, pronto a dare inizio alla lezione. “Non vi preoccupate, cominciamo in modo blando”.

Il Maestro sorride e ci saluta ad uno ad uno, quelli che conosce. Dice che per i nuovi non chiede nemmeno più il nome, lo imparerà solo alla fine dell’anno, se il nuovo allievo sarà riuscito a … resistere.

 “Avanti, tutti in centro stanza, con una sedia, una cintura e due mattoni!”. Sono i nostri attrezzi di lavoro. Sì perché pratichiamo eseguendo una serie di esercizi a corpo libero, singolarmente o a coppia, utilizzando anche strumenti, come appunto quelli che ritroviamo subito alla prima lezione. E per fortuna che avremmo dovuto cominciare in modo blando …

Ma siamo pronti, carichi, come ci vuole lui. ”Vi voglio tonici, potenti sulle gambe …”.

Il Maestro spiega che il nostro impegno è lavorare, per rendere la colonna vertebrale flessibile, così anche il nostro carattere diventa più adattabile. “Non crollate!” ci sprona a tutto fiato, quando ci vede barcollare. “E non lavorate in apnea!”. Precisa con determinazione. Così impariamo a respirare davvero e buttiamo fuori i pensieri negativi e le preoccupazioni.

Lui, il Guru, è sempre più splendido e rifulge di energia intensa. Guai a chi arriva in palestra in condizioni non ottimali. Ci vuole sempre concentrati, attenti e presenti.

Allora è chiaro?” ci ammonisce subito “quando entrate qua dentro dovete stringere i glutei, li dovete tenere contratti per tutta la lezione, perché non vi voglio vedere rilassati e deconcentrati, dovete essere … belli da vedere”.

Ecco, questo è il filo conduttore di ogni lezione. Belli da vedere, sempre e comunque, nello sforzo e nel rilassamento, con il sorriso sulle labbra, anche quando siamo appesi sugli specchi, in precario equilibrio sulla mano destra a terra e con la gamba sinistra alla parete perfettamente tesa, la mano sinistra sul fianco, impegnati e concentrati nella torsione, con gli addominali tonici e la colonna vertebrale armoniosa e flessibile. Tutti i muscoli del corpo in assoluta concentrazione, perfetti, potenti, tonici, belli da vedere.

E se poi non ce la fate, tutt’al più potete svenire, ma piano, in silenzio, con eleganza, senza disturbare gli altri. Perché anche svenuti, dovete essere … belli da vedere!”.

Gli esercizi si susseguono in un concerto di posizioni, anzi “asanas” che disegnano una partitura di chiaroscuri, di intensità e armonia, come una danza complessa di figure che si alternano, come alti e bassi sul pentagramma.

Dai Greta vieni qua e comincia pure a distendere quella schiena, coraggio che non cadi mica, ti tieni stretta alle funi, ma con cautela, non farti venire stiramenti o altro, altrimenti poi domani mi pensi e mi mandi tutta la tua energia negativa!”.

Il Maestro controlla tutto e tutti e corregge implacabile gli errori, ci vuole sempre perfetti, armoniosi. Il suo rimprovero è comunque sempre amorevole e colorato di ironia, lo fa solo per migliorarci, non per sgridarci …

 “E voi altri cosa state facendo, volete concentrarvi un pochino, insomma non lo avete capito che qua si lavora, non siete mica in ufficio!?”.

Dopo mezzora di salti, stiramenti, torsioni e piegamenti, quando va bene, arriva il momento che fa scaturire un sospiro di tutti, quando Marco annuncia:“Cassetta!”. Doloranti, accaldati, ma sempre bellissimi, ci avviciniamo alla parete sotto la finestra e ci appropriamo di uno strumento in legno, che simula un arco, sul quale adagiamo la nostra colonna vertebrale, per 5 minuti di concentrata meditazione attiva. Questo strumento è la mitica “cassetta”.

La postura va costruita bene, con il tappetino sotto, due o tre mattoni, per sostenere il collo; gli esperti collocano la cassetta sulla sedia e vi adagiano sopra vertebre scioltissime. E allora quando, più o meno, siamo tutti pronti, posizionati, chi per terra, chi sulla sedia, ecco l’avvio del marcatempo: “Partito! Cinque minuti da adesso!” “Stefy, mai partire prima, eh? Caso mai tu non prenda la multa…”.

Siamo lì, in sognante relax, con gli occhi chiusi, in silenzioso ascolto del corpo che si adatta all’arco, con la mente cullata dalla fantasia, i glutei sempre contratti, per tutti i 5 minuti, sempre perfetti, perché la posizione dell’arco sulla cassetta deve essere un godimento per gli occhi, perché dobbiamo essere più che mai, splendidamente … belli da vedere!.

E il Guru si aggira tra queste immobili sculture umane, controllando la perfezione e correggendo brutture e malformazioni … Francy, sei a letto? Mettici un cuscino sotto la cassetta e aggiungici un paio di pesetti, dai che non ti rovini mica i capelli!”.

 “Respirate, non lavorate in apnea, venite qua per voi, non per me. E quando lavorate, fatelo al 101% e svuotate la mente di ogni pensiero, concentratevi sul corpo, solo su questo”.

Che maestro meraviglioso, sarà anche rigoroso, ma come faremmo senza di lui?

Adesso ci rilassiamo in UTTANASANA, piegandoci in avanti, così compensiamo il lavoro sulla schiena.Stefy, tira su quel sedere, lo so che è pesante, ma ce la puoi fare e poi rilassa gli addominali! Che si debba vedere, guarda che le vacanze sono finite da un pezzo!”.

Il Maestro ci mostra personalmente la prossima sequenza. Ma non c’è tempo per nessuna distrazione, nemmeno per ammirare un attimino la sua muscolatura compatta e perfetta. Non c’è che dire: è splendido, davvero … bello da vedere!

Allora cosa avete da “ciozzare”? vi faccio portare il the con i pasticcini? tacete e concentratevi, lavorate e respirate!”.

Ci sgrida con ardore, ma anche quando ci sgrida, lui è sempre dolce e professionale, lo sappiamo che lo fa per noi, perché ci vuole concentrati, ci vuole … belli da vedere!

Ci facciamo coraggio con gli occhi, siamo quasi alla fine della lezione. Ma ecco la prossima fatica: “Tutti in centro stanza con una cintura, apertura di gambe!”.

Marci, cosa stai facendo? Ho detto di tirare su la gamba destra, sei sul lato sinistro, sveglia!”. “Davide, non scherzare, che sono solo due giorni che vieni a lezione… vacci piano, non voglio mica chiamare il 118 stasera!”.

E per finire, ecco la splendida sequenza emblema dell’armonia fluttuante del corpo armonioso e flessibile.  “Steve, vieni qua tu, per piacere e fai vedere un po’ come si fa. Da ADHO MUKNA SVANASANA, passi in CHATURANGA DANDASANA, proseguendo in URDHVA MUKHA SVANASANA. Il corpo deve diventare un’onda, leggero, armonioso”.

L’allievo esperto annienta la palestra con un’esecuzione da manuale, soave, come una melodia, per la soddisfazione del maestro e la gioia (e la preoccupazione) dei nostri occhi.

“Avanti, provate!”. Ci sprona il maestro. “Cosa c’è Arianna, non ce la fai?. Lo dico per te, ma vale per tutti: badate bene che c’è sempre il corso dei principianti delle 17, potete retrocedere quando volete”.

“E tu Deborah, è inutile che piangi, tanto qua nessuno si commuove!”.

Finiamo con una bella verticale al muro. “Tiziano, fai vedere bene come si fa!”. “Siete stanchi? Ecco, meditate cinque minuti in SHIRSASANA, immobili come Antonio!”.

La lezione volge verso al termine, ma prima di salutarci, l’ultimo dolcissimo, ma energico monito del Maestro: ”Lo so che si fa fatica, ma se venite qua, dovete lavorare, per un’ora e mezzo, senza interruzioni, lo fate per voi, solo per voi, sempre e comunque per il vostro benessere, fisico e spirituale. Rifletteteci e meditateci e anche in questo sforzo, siate sempre … belli da vedere!”.

   
 

Ogni riferimento a persone o a situazioni reali è ... perfettamente voluto.

   
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