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Ci sono eventi che rimangono impressi nella memoria, per
sempre. Quella di sabato 27 marzo 2004 è stata una serata memorabile, ancora
così viva quell'atmosfera magica che ho percepito con tutti i miei sensi,
che ancora la sento. Ho assistito alla TOSCA di Lucio Dalla a Bologna,
assieme alle persone a me più care.
Attimi di silenzio, prima dell'apertura del sipario. Io percepivo nelle
viscere quell'ansia sottile che precede lo sforzo, quando trattieni il fiato
e il cuore è a mille, prima che cominci tutto, quando sei pronto, anzi
prontissimo, per ... partire. Pensavo a me, nel mio piccolo, quando ai
seminari guardo la platea e sento la lingua impastata, con il microfono in
mano, prima di cominciare a parlare. Così si saranno sentiti gli artisti
dietro quello sconvolgente sipario sfavillante di lamè, io ho come sentito
l'emozione di quegli istanti di attesa.
E poi la musica, il balletto e gli artisti. La bellissima Rosalia Misseri,
la sensuale Tosca, davvero la parola "Bella" - pensi - è nata assieme a lei.
Quando, dopo lo spettacolo, l'abbiamo vista da vicino, lei stava firmando
autografi a bambine incantate, io pure l'ho guardata come si guarda una
fata, lei ha la pelle di luna, gli occhi di cielo e i capelli lisci come
seta brillante. Che viso dolce e delicato! Quando le ho preso le mani, mi
sembrava di parlare ad una mia giovane amica, era alta, ma minuta e con una
delicatezza di modi, da vera regina. Le ho detto che l'avevo applaudita, più
di un anno fa, nelle vesti di Esmeralda, vergine sognatrice di un amore
impossibile, proprio qui, su questo palco e che ora, nell'interpretazione di
Tosca, avevo visto la passione di una donna cresciuta, con l'orgoglio e la
tensione di chi ha conosciuto l'amore e per questo ne gioisce e ne soffre.
Però tutto lo spettacolo ha avuto il suo grande protagonista, perchè il
protagonista è sempre lui, Vittorio Matteucci, con la sua presenza scenica
inconfondibile, la mimica, la voce assolutamente unica, lo sguardo intenso e
la parte, sempre quella parte del personaggio all'antitesi. Un gioco per
lui, quasi una sfida, per lui che è buono d'animo, e io ho avuto il
privilegio di cogliere l'essenza del suo pensiero, nelle brevi ma intense
risposte alle mie mail da fanatica fan, affascinata dal suo personaggio e da
lui.
Che regalo poter avvicinare Vittorio, vederlo davvero e sentire la sua
voce." Sono Daniela Ori e ti ho scritto un mare di lettere" gli ho detto,
mentre scoppiavo a ridere, perchè finalmente sentivo la sua voce parlata e
l'accento toscano era inconfondibile, marcato e simpaticissimo. E gli ho
consegnato il quaderno con la raccolta delle mie poesie e una dedica per
lui. Alcune poesie gliele avevo mandate via e-mail e mi aveva risposto
ringraziandomi. Potergliele consegnare di persona ... era per me un sogno.
E poi, dopo Vittorio, abbiamo salutato gli altri artisti. Le foto di gruppo,
le risate, era come ripiombare nello spettacolo, tutti assieme, perchè
questi ragazzi sono come noi, più o meno la nostra età e quella grande
passione nei loro cuori, che trasmettono a chi, come noi, li ama davvero.
Anche Graziano Galatone, che cantante meraviglioso! la sua voce spacca il
teatro e la sua simpatia è travolgente. Saputo che eravamo di Modena, ci ha
pregati di portare i suoi saluti a Heron Borelli, il collega modenese delle
serate di Notre Dame De Paris.
Lucio Dalla ha realizzato un grande spettacolo, diverso da Notre Dame De
Paris, ma intenso e pieno di effetti scenici nuovi. La storia è piuttosto
fedele al libretto di Puccini e mi è piaciuta la sua interpretazione del
dramma. Ma ora vivo di rendita e ho scritto tutto questo per fermare la
memoria su emozioni che non dimenticherò mai. |