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Ho conosciuto Roberta circa
un anno fa, una serata tranquilla tra amiche. Lei, quasi danzando, mi guarda
con i suoi splendidi occhi verdi e si presenta così: “sono Roberta,
sagittario ascendente gemelli!”. “Fantastico!” penso e rispondo a
tono “Sono Daniela, gemelli ascendente sagittario”. Presentarsi così,
sottolineando la costellazione che transitava nel giorno della nascita,
significa credere alle … STELLE. E chi crede nelle stelle, crede nei SOGNI.
Tutti noi sogniamo, tutti abbiamo sogni, più o meno nascosti nei nostri
CASSETTI ideali, segreti. Solo che, per aprire quel cassetto segreto, ci
vuole … CORAGGIO.
Domando a Roberta: “Dimmi,
cosa c’è in comune tra te e me, a parte l’oroscopo?”.
Risponde Roberta: “Il fatto che crediamo
ai sogni e pensiamo si possano realizzare …”. E’ vero, ciò che avvicina
Roberta a me, è il coraggio di tentare di realizzarlo quel sogno.
Così un giorno Roberta ha
aperto il suo cassetto e ha deciso di far uscire il suo sogno, quello di
scrivere un LIBRO e di pubblicarlo.
Eccolo qua: è il primo libro di Roberta Rondini, s’intitola “30 ANNI DI
NON SOLITUDINE”, che la casa editrice Nuovi Autori (MI) ha appena
pubblicato.
Domando a Roberta: “Ma
questo TITOLO, che significato ha?”. Roberta chiarisce che il
romanzo è la storia di ANDREA, un ragazzo che sta per compiere trent’anni e
guarda alla sua vita, a come ha vissuto fino a questo momento, a come sta
vivendo ora. E il racconto narra di un viaggio, da Milano alla riviera
romagnola, quattro ore per riflettere, perché trent’anni è un’età difficile,
è un punto di arrivo, ma è anche un punto di partenza, per una riflessione
su come si è e cosa si vuole …
Ma torniamo all’avventura
della pubblicazione del libro di Roberta. Io lo so cosa significa pubblicare
un libro. E’ come dare alla luce una creatura tua, un capolavoro tuo.
Mentre lo scrivi, è ancora qualcosa che esce dalla tua anima, ma quando lo
pubblichi, fai un gesto di grande generosità: perché doni qualcosa di tuo
agli altri, che lo potranno leggere e leggeranno qualcosa di te … E allora
ti senti, strana, euforica, ansiosa …
La mia cara Roberta, appena è uscito il suo libro, ha cominciato ad
inondarmi di mail, sms: "Allora Dani ... Lo hai letto? Cosa ne pensi? Ti
è piaciuto? ...”
Insomma questa giovane autrice era ed è agitatissima ed impaziente.
A dire il vero, tutti quelli che nascono sotto il segno del SAGITTARIO sono
un po’ IMPAZIENTI: ti stanno addosso, ti pressano ... Ma è un’ansia buona
che è voglia di conoscenza, di novità, di esperienza, di emozioni, è voglia
di ... VITA !
Come la mia Roberta. Esuberante, travolgente, frizzante!
Domando a Roberta: “Mia
cara, come ti ha definito quel giornalista che ti ha paragonata ad un vino?
Ah …champagne!”. Roberta ringrazia e nomina il giornalista della
Gazzetta di Modena che ha pubblicato l’intervista, qualche giorno fa.
Come lo Champagne:
frizzante, esuberante ... sì, Roberta è proprio così !
Domando a Roberta: “Vuoi
sintetizzare la storia, senza raccontare tutto però, ma accennando aI
contenuto del tuo racconto … così per solleticare la curiosità ed indurre
questi amici ad acquistare il tuo libro …”.
Roberta accenna alla storia di Andrea, trasferito dal suo paesino
d’infanzia, alla città di Milano per l’università e per il lavoro, le sue
abitudine mutate, lo stile di vita frenetico, le apparenze, la sequenza di
avventure, più o meno impegnate ...
La storia di Andrea dunque.
Ma che atto di coraggio metterti nei panni di un uomo, raccontare emozioni,
sentimenti, stati d’animo e pensieri di un ragazzo!
Domando a Roberta: “Perché
questa scelta?”. Roberta chiarisce che scrivere in prima persona
facendo parlare un uomo, l’ha fatta sentire più libera, nel descrivere un
modo di vivere e di pensare, anche un modo di guardare il … mondo femminile,
con un linguaggio colloquiale, a volte un po’ … sboccato, che non sarebbe
stato adatto ad una protagonista … donna!
Però Andrea non è superficiale, come può apparire ad una lettura veloce del
libro. Infatti se leggiamo tra le righe le avventure del protagonista della
nostra storia, possiamo capire che, oltre la banalità del quotidiano, si
apre una finestrella nel cervello di Andrea e da questa finestrella entrano
dubbi, domande …
Domando a Roberta: “Cosa
c’è di te, in questo Andrea?”. Roberta ammette … sì c’è la sua
ansia di vita, i suoi dubbi … le sue domande … c’è tutta se stessa.
La capisco, perché lo sanno
bene quelli che scrivono, non si può scrivere davvero, non si descrivono
EMOZIONI in modo pieno, se non le si è vissute davvero. Roberta conosce
Milano, per questo ambienta la vita del suo protagonista in questa
metropoli. Ma Roberta vive qua, a
Modena e il linguaggio padano, i nostri modi di dire un po’ colloquiali, un
po’ dialettali, traspaiono tutti.
Così è il nostro modo di
parlare giovane, quotidiano, che ritroviamo nella narrazione delle vicende
di Andrea, trasferito dal paesino di provincia alla grande metropoli
lombarda, catapultato in una serie di avventure che lo coinvolgono, anzi
travolgono, lavoro, eventi, appuntamenti, fidanzate varie, feste, amici,
aperitivi, …gatti più o meno veri ...
Domando: “Roberta, vuoi
spiegare bene agli intervenuti di stamattina, cosa sono i “GATTI” che
invadono la casa di Andrea?..”. Roberta sorride e chiarisce che,
nel linguaggio della nostra zona, i cosiddetti “GATTI” sono agglomerati di
polvere che si annidano in casa, specie sotto i letti, quando la
trascuratezza delle pulizie di casa, risulta evidente ...
Ma tornando alla storia,
dunque, oltre l’apparenza di una vita un po’ superficiale del tuo
protagonista, ci sono le domande che ti poni tu, Roberta. Oltre il
linguaggio semplice e quotidiano, c’è il tuo mondo, il tuo dolore, i tuoi
rimpianti, la tua impazienza, l’impazienza del sagittario (quella che ho
spiegato prima ...), che è poi desiderio di conoscere e di …vivere, le tue
speranze e il tuo riscatto.
Ed alla fine di tutti questi sentimenti, c’è il desiderio di EQUILIBRIO, la
chiave di tutto, un traguardo da raggiungere. Sì, un traguardo per tutti
noi, su quell’AUTOSTRADA che è la VITA, come la definisci tu, Roberta, con
una splendida e realistica espressione.
Domando a Roberta” Cosa
è l’equilibrio per te?”. Roberta risponde e definisce l’equilibrio un
valore, a cui tutti miriamo, perché non bisogna adagiarsi nella banalità, ma
nemmeno aspirare a cose troppo grandi. In mezzo c’è quella che è la
dimensione, che ci può rendere felici.
Una domanda: “Però, mia
biondissima amica, consentimi un’osservazione: il tuo protagonista alterna
fidanzate come se volesse incrementare la sua collezione di farfalle. Mi sa
che sia del segno del …sagittario, o perlomeno abbia nel sagittario
l’ascendente, o no?”. Roberta sorride, si copre il viso e sussulta ”
No, no, Dani ... non mi rovinare … ho pure dedicato il libro ad un ...
sagittario!”. Naturalmente questa è una battuta, ma la vita va presa con
….IRONIA. Ed è l’ironia che troviamo nella nostra storia. Infatti la vita
gioca uno scherzetto al nostro Andrea, scherzo, o MAGIA?
Insomma capita qualcosa di nuovo, quando tutto sembra piatto e senza senso.
Infatti, alla fine della storia, quando tutte le aspettative di trascorrere
una festa di compleanno “alla grande”, o perlomeno, come si sarebbe
aspettato Andrea, secondo i suoi canoni soliti, vanno deluse, quando tutto
sembra catapultare il nostro amico in una serie di disavventure, abbandoni,
incidenti ecc … ecc … ecco l’IRONIA della vita.
Andrea incontra KIKI, una ragazza insolita, originale, un po’ … FUORI, cioè
fuori dagli schemi, perlomeno fuori dal contesto di persone, a cui è
abituato il nostro amico. Sì perché, per vivere, questa ragazza fa
l’avvocato, ma per essere veramente se stessa si esprime come artista: è
fotografa e pittrice. Così cattura l’anima delle cose e dipinge i volti
della vita.
Domando a Roberta: “Ma
chi è KIKI?”. Roberta ammette che Kiki è la realtà ideale, che
vive dentro ciascuno di noi, è il desiderio di essere se stessi, al di là
della maschera che tutti noi indossiamo quotidianamente, per farci accettare
dalla società, per inserirci in un contesto. Kiki è il sogno, la realtà
interiore di ognuno di noi ...
L’incontro tra Andrea e
KIKI è una SCOSSA. La ragazza lo destabilizza, lo stupisce, gli apre una
prospettiva nuova: un nuovo modo di pensare, una riflessione. Uno squarcio
nella tela, una finestra per un modo nuovo di vedere le cose e di viverle.
Una riflessione intensa, un nuovo modo di essere, più semplice, interiore,
vero. Questo è, senza dubbio, il vero regalo di compleanno per il nostro
Andrea!
Domando a Roberta: “Ma
come va a finire questa storia?”. L’autrice scuote il capo, sorride, ma
non risponde. Roberta non vuole dare la soluzione alla storia, perché, con
il suo libro, lascia aperta la FANTASIA. Di certo Andrea, dopo questo
incontro con Kiki, non sarà più lo stesso, o almeno… ci piace credere che
sia così. Ci piace credere che cominci a pensare che, dietro l’apparenza,
c’è la vera libertà, la libertà di essere semplicemente se stessi, senza
doversi adeguare a schemi di vita che l’età, la città, impongono.
Ciascuno legga e sogni la fine che più gradisce. Come nelle favole.
Perché anche questo libro è, in fondo, una FAVOLA. E alle favole bisogna
crederci e così i sogni, qualche volta, si avverano pure.
Come il SOGNO di Roberta di
vedere pubblicato il suo libro. E con la pubblicazione della tua prima opera
letteraria, mia cara Roberta, il regalo per il tuo compleanno (30 novembre),
lo ha già fatto tu a te stessa. Auguri! |