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Il racconto di una emozione - 11 dic 2002
 

Ho visto NOTRE DAME DE PARIS domenica scorsa a Bologna e ... mi sono sentita meglio. Il personaggio che più mi ha colpito è Frollo, interpretato da Vittorio Matteucci. Vittorio interpreta mirabilmente un personaggio forte, forse il più intenso della storia. Insomma mi sono identificata in Frollo. Nella letteratura greca, l'opera teatrale produceva la "catarsi". La tragedia greca serviva a rappresentare sulla scena i drammi interiori dell'uomo, ciascuno si identificava nei personaggi, come se uscisse da sé stesso e si osservasse da fuori e il dolore, la passione, la gioia del personaggio diventavano i propri sentimenti, facendo uscire i quali ... si guariva. Ho cominciato a piangere dalle prime note, di quella canzone introduttiva "Il tempo delle cattedrali" che conosco a memoria, come tutte le altre. Perché Frollo? Perché non sa cosa significhi amare, ha passato la vita a studiare, imbrigliato nei dettami della scienza e della religione, non conosce il sentimento, non ne ha mai provato l'emozione. Quando si innamora di Esmeralda prova sensazioni nuove per lui, una sofferenza estrema, lacerante, qualcosa che gli stravolge la vita, qualcosa che non controlla. Vittorio è stato bravissimo ad interpretare questo dramma, questa passione, che non riesce a spiegare, la attribuisce al demonio, che vede come incarnato nella donna, quella donna che non riesce ad avere. E allora è labile il confine tra l'amore e l'odio. Se non puoi avere l'oggetto del tuo desiderio, allora cominci ad odiare quell'oggetto, fino a distruggerlo, nel tentativo di strapparlo dalla mente. Ti immedesimi sempre in un personaggio. Ma dopo questo spettacolo sto meglio, anche per tutte le lacrime che ho versato. E ancora l'ultima emozione. Quando, alla fine, tutti gli attori dell'opera, sono usciti per l'applauso finale, sono scesa di corsa dalla tribuna e mi sono diretta proprio sotto il palco, per vederli da vicino, per ammirare i costumi e i trucchi del viso. Hanno cantato la prima canzone e io ho cantato con loro. Il mio viso rigato ancora una volta dalle ultime lacrime, ma la catarsi era compiuta.

   
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Frollo ed Esmeralda