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Pubblicazioni Tecniche

I NUOVI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI
NELL'EDILIZIA PRIVATA
(Maggioli 2007 - Rimini)
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Prefazione |
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La legge 241/1990 resta ancora oggi uno dei
punti di arrivo fondamentali del nostro diritto amministrativo ed in
generale del nostro ordinamento democratico.
Questa affermazione non mi stancherò mai di ripeterla in ogni mio
atto di citazione e in ogni mia requisitoria, ritenendola un
patrimonio che ogni cittadino italiano è chiamato quotidianamente a
difendere e "in primis" chi svolge la funzione di magistrato.
Questa normativa appare contigua non solo con i principi di cui
all'art. 97 della Costituzione, ossia con il dovere
dell'amministrazione di agire in modo imparziale e perseguendo il
buon andamento (che molti traducono con efficienza, efficacia ed
economicità), ma anche con i principi fondamentali della nostra
"Carta costituzionale" "in primis" gli art. 2 e 3, ossia la libertà
e l'uguaglianza dei cittadini. Dopo questa legge, sono caduti
steccati che sembravano, un tempo non troppo lontano, assolutamente
insormontabili.
L'amministrazione non può più nascondere i suoi atti dietro
improbabili e pretestuosi "segreti d'ufficio", non può più esimersi
dal motivare i suoi atti, che devono dimostrare, di volta in volta,
la loro conformità alla legge e devono consentire la loro
impugnabilità davanti ad un giudice.
L'amministrazione deve prevedere sempre un responsabile per ogni
procedimento e un limite temporale per ogni procedimento, deve dare
dunque un "volto" di una persona e non celarsi dietro cupe e oscure
stanze e volti impercettibili, come la rappresentava (avendo in
mente i regimi dittatoriali del suo tempo, ma quelli di oggi sono
simili) lo scrittore Kafka nel suo "Processo". L'amministrazione
deve agire secondo principi di efficienza, efficacia ed economicità,
valorizzando le risorse a sue disposizione.
La legge sul procedimento ha trasformato il cittadino da mero
destinatario degli atti, da suddito (che deve solo aspettare e
"sperare" in un provvedimento a sé favorevole) in partecipe allo
stesso, o meglio partecipe al procedimento che precede l'atto.
La stessa legge ha finito col ritenere nella versione modificata nel
2005, che il diritto privato sia lo strumento normale del suo agire
per gli atti non aventi natura autoritativa, ponendo
l'amministrazione su un piano paritario con il suo interlocutore.
In questo pregevole volume, l'intendimento delle due autrici appare
mirato a dare delle risposte efficaci e utili per le pubbliche
amministrazioni affrontandosi alcune delle tematiche più controverse
che sono state toccate dalla legge sul procedimento in materia
edilizia, ossia l'obbligo di avviso dell'interessato che si sta
dando una risposta negativa alla sua richiesta, i nuovi termini di
provvedimento, la nuova disciplina del silenzio, la nuova disciplina
della DIA.
In particolare sono ancora oggi molte le discussioni su quest'ultimo
istituto, concepito dal legislatore per un'esigenza di
semplificazione che garantisca una rapida realizzazione dei diritti
dei soggetti privati.
L'introduzione di questo istituto, infatti, in qualche modo pare
rifiutare o evitare proprio il procedimento amministrativo, ossia
l'oggetto della regolamentazione della legge 241/1990 e lo strumento
"normale" di azione dell'amministrazione ed ha posto non pochi
problemi agli studiosi e alla giurisprudenza.
Un atto privatistico con la capacità di attribuire la legittimità ad
un'attività professionale, imprenditoriale o artigianale, senza
l'intermediazione dell'amministrazione, lascia intravedere i
contorni di una sorta di "autoamministrazione"
In realtà, l'indiscutibile natura privata della DIA non può condurre
l'interprete (che deve interpretare le norme nel modo più conforme
alle previsioni della Costituzione) a concludere che tale istituto
rifugga da inquadramenti pubblicistici con tutto ciò che ne deriva:
non necessità del rispetto delle garanzie procedimentali
(comunicazione di avvio del procedimento, partecipazione ecc..),
inesistenza di un provvedimento autorizzatorio, "privatizzazione"
delle attività soggette a dichiarazione di inizio attività.
Se si aderisse ad una tesi privatistica pura, si potrebbe produrre
infatti una ingiustificabile lesione della posizione dei terzi.
La stessa legge 241/1990 non è solo la legge di semplificazione del
procedimento ma, soprattutto, è la legge del giusto procedimento.
Ove per "giusto procedimento" deve intendersi una sequenza di
attività giuridiche al cui sviluppo debba poter partecipare ogni
soggetto giuridico portatore di interessi qualificati.
Se il procedimento deve essere giusto, deve anche garantire il
contraddittorio, la dialettica tra tutti gli interessi in gioco,
anche di coloro che non hanno un interesse immediatamente
percepibile, come è invece quello di chi ha effettuato la DIA.
Pertanto, pur non dovendosi frustrare le condivisibili esigenze
semplificatorie della DIA, ad avviso di chi scrive, nell'interesse
generale, che poi è una manifestazione dell'interesse pubblico, non
può revocarsi in dubbio che anch'essa dia luogo alla nascita di un
procedimento amministrativo sia che lo si consideri finalizzato ad
un'attività di controllo, sia che lo si consideri in esercizio di
funzioni amministrative attive.
Vorrei concludere, complimentandomi con le due autrici, che ancora
oggi non possiamo fare a meno del procedimento amministrativo.
Questo è cambiato rispetto all'epoca in cui ce lo insegnarono
Giannini e Sandulli e probabilmente cambierà ancora struttura, ma
non possiamo rinunciare al procedimento perché non possiamo fare a
meno dello stato (o se si preferisce dell'ente pubblico) e della sua
tutela, che solo esso può garantire a tutti i soggetti
indistintamente e in modo imparziale. |
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Dr.Alberto Mingarelli |
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Vice procuratore generale presso la
Procura regionale per il Veneto della Corte dei conti |
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Presentazione |
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Il libro che presentiamo è un manuale
operativo per gli operatori della pubblica amministrazione che
lavorano nel campo dell'edilizia privata, scritto con l'idea di
realizzare un "supporto" per adempimenti amministrativi, necessari
nella gestione quotidiana dei procedimenti edilizi.
Abbiamo concepito questo lavoro come uno strumento di consultazione
anche per i professionisti privati dell'edilizia (i progettisti e i
direttori lavori dei cantieri edili), che avranno a disposizione un
testo chiaro, per comprendere norme e istituti con cui devono
destreggiarsi ogni giorno, nell'edilizia privata, materia sempre in
evoluzione e suscettibile di differenti e, a volte, configgenti,
interpretazioni.
L'idea di scrivere questo libro ci è venuta perché, quotidianamente,
prestiamo consulenza, redigiamo atti e gestiamo adempimenti relativi
a pratiche edilizie.
Siamo consapevoli del fatto che, in edilizia privata, occorre
conoscere a fondo le norme tecniche e applicarle correttamente, per
confezionare atti e provvedimenti perfetti, in modo da renderli
"inattaccabili" sotto il profilo giuridico, da esposti e da ricorsi.
In modo particolare, ci siamo poste il problema dell'influenza delle
leggi ordinarie in un campo così specialistico quale è l'edilizia
privata e, in particolare, abbiamo affrontato e studiato le novità
introdotte nei procedimenti e negli istituti edilizi dalla
L.241/1990.
Le novità normative sono state tante nell'arco degli ultimi anni: la
modifica al titolo quinto della Costituzionale, l'entrata in vigore
del DPR 380/2001, che costituisce, sul territorio nazionale, il
testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in
materia edilizia; le leggi regionali e, infine, le recenti modifiche
alla L.241/1990, intervenute con la L.15/2005 e con il D.L.35/2005,
convertito in L.80/2005.
la legge che detta i principi in materia di procedimento
amministrativo, si applica a tutti i procedimenti, quindi, anche a
quelli edilizi.
In questo manuale analizziamo, in particolare, come si applicano
concretamente i nuovi istituti e le nuove forme di partecipazione
del privato ai procedimenti; esaminiamo le modalità operative con le
quali il Comune interviene sui titoli abilitativi e le forme di
tutela del soggetto terzo, che si ritiene leso da un intervento
edilizio.
Abbiamo trattato gli istituti, tenendo sempre come base la
L.241/1990 modificata, confrontata con il DPR 380/2001, ma abbiamo
portato, come esempi pratici, l'applicazione degli istituti e gli
adempimenti operativi della nostra regione, l'Emilia Romagna che,
sulla materia edilizia, è intervenuta con due leggi regionali: la
L.R.31/2002 e la L.R.23/2004.
A questo testo abbiamo unito una breve ricerca della giurisprudenza
più recente sull'applicazione degli istituti più discussi.
A completamento del nostro lavoro, abbiamo allegato alcuni esempi di
atti e provvedimenti, che possono essere utilizzati come fac-simili
per gestire gli adempimenti in questa materia.
Con questo sforzo, speriamo di essere riuscite a dare le risposte a
dubbi e a quesiti che noi stesse ci siamo poste e, con noi, anche
chi si rivolge a noi per una consulenza o un confronto,
sull'applicazione di istituti in edilizia privata. |
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Paola Minetti e Daniela Ori |
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