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Claudio Rastelli
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Concerto al Teatro S.Carlo - Modena 12/03/2006 |
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musiche di Wolfgang Rihm (1952), Claudio Rastelli (1963), Isang Yun
(1917 - 1995) |
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L'autore tedesco aggredisce la tastiera. Sussulta
il pianoforte e la platea. Il tempo sconvolto dall'accordo violento,
sostenuto. E poi quella pausa inquietante, lunga, silente, fino a
far scomparire la vibrazione. Prima del resto, prima della
confusione armonica. Non c'è tempo per il silenzio nel nostro tempo.
Incalzante, inquietante, sconvolgente. Il tempo ci travolge in
questa nostra epoca. E allora … perdiamolo! Ed ecco Claudio, con la
sua ultima inedita composizione, proposta oggi, per la prima volta.
Il biondo compositore dilata il tempo, lo rende soffuso, come la
luce dell'alba, i suoni lenti come un bosco ancora addormentato. E
poi il risveglio della natura, dei sensi e delle armonie. Lo ascolto
ad occhi chiusi e percepisco della sua musica, profumi, armonie,
colori, sensazioni, emozioni … L'ultima melodia del compositore
coreano è invece un dipinto di suoni accesi e variopinti, che si
rincorrono come merletti, su una partitura senza confini. Tutto
questo, oggi, a Modena, al teatro S. Carlo, assieme agli amici
bolognesi, che hanno sfidato la neve, per essere con me, a questo
concerto memorabile. |
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Daniela |
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Concerto al Teatro S.Carlo - Modena 04/02/2007 |
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musiche di Alban Berg (1885-1935), Franz Schreker (1878-1934),
Arnold Schonberg (1874-1951) |
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Claudio mi accoglie in teatro così: "Benvenuta,
ma hai scelto un concerto un po' impegnativo …" Ho scelto di
ascoltare musiche insolite, autori originali, partiture complesse.
E' Vienna che danza tra ricordi e malinconiche nostalgie. Il
pianista, come un regista e attore di se stesso, accompagna con lo
sguardo e la mimica del corpo e del viso, gli altri musicisti in
questo spettacolo di note. La musica è come una porta che si apre e
ti conduce in una dimensione sottile e segreta. Mi sembra di
trovarmi sospesa o schiacciata, come fossi dentro una realtà che non
è quella vissuta. Il primo brano stride nello stomaco e una dolce
nostalgia mi evoca fastidio e rancore. Il secondo brano mi cala
negli abissi, come se il vento mi sollevasse, poi mi facesse
sprofondare, ma nel mare è silenzio e la voce è perduta, solo
movimento leggero e dolcezza e armonia. Le note del piano mi cullano
come una danza nelle onde e il violino è una voce segreta che mi
canta e spalanca dimensioni di sogno. Leggero, lontano, un orizzonte
senza confini, mi viene in mente "Oceano Mare" e il pittore che
dipinge sulla tela bianca sulla spiaggia, qualcosa di infinito. Nel
terzo brano il pianista danza sui tasti lento e deciso al tempo, per
nascondersi e non farsi scoprire, ma l'anima dell'artista parla
nella sua interpretazione. Cosa passa per la mente del musicista
mentre suona e dirige il concerto? C'è un linguaggio segreto e
mistico che solo agli artisti è noto, come un testo in codice,
geroglifici di sguardi, gesti e respiri. Ma la voce è solo quella
della musica, che parla solenne, emersa dalla partitura e dagli
strumenti. Tutto il resto è genio e interpretazione, per gli
artisti. Per noi che ascoltiamo in silenzio, è emozione pura e
commozione. |
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Daniela |
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Conosco Claudio da anni.
Ciò che ci accumuna è la passione per la musica: ma io ho interrotto
da tempo gli studi di pianoforte, lui invece, che ha uno
straordinario talento naturale, li ha proseguiti fino a realizzare
una carriera straordinaria. Claudio è un compositore audace e quando
interpreta altri, esprime energia forte sui tasti bianchi e neri.
Per me è uno show man, perché prima di suonare o di introdurre gli
artisti sul palcoscenico, racconta l'opera che ascolteremo di lì a
breve, descrivendo emozioni e ricordi, che gli artisti del passato e
del presente hanno provato componendo la melodia.
Oltre al talento dell'interpretazione e della creazione, Claudio ha
un modo ironico e professionale di porgersi, elegante e dolce al
tempo stesso, come lui stesso realizzasse un accordo perfetto di
tecnica ed emozioni. |
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Daniela |
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