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Pietro Bodi
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Breve "Historia Vitae"
scritto da lui medesimo |
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Una breve “historia” della mia vita (ma a chi può interessare?),
dovrebbe avere inizio da quel mio avo lontano, di professione
lanzichenecco, che arrivato al Verbano, finalmente si lavò, causando
una moria di pesci. Poi sono nato io, l’ultimo, il vecchio. Fui
indotto al peccato da un Quasimodo e da una sua oliva verde.
Giocavo, ignaro con le parole (allora non le consideravo droga
pesante). Conobbi in quel tempo una Esterina minacciata dai
vent’anni, una Silvia immemore, una Dora a Porto Corsini, una
Ninetta del Verzee. Di nascosto mi incontrai con Ermione, creatura
terrestre e, infine, dopo tanto errare, approdai alla campagnola
signorina Felicita. Oh! Non è tutto, ma tu, fanciulla, hai chiesto
brevità. Chiudo quindi con una preghiera: quelle cose mie che ti
sono capitate, non chiamarle “poesie”. Sono parole distrattamente
scritte su un foglio, in attesa di un treno che, alla fine,
arriverà. |
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Via Po |
S'avvia la sera, chiusa tra le cornici di via Po,
Verso l'abito scuro della notte.
C'è la festa vicina
Che s'avverte soltanto per le luci vive del cielo.
È la scena di sempre e sempre nuova.
Scopro d'essere stato al centro della giostra
Fermo.
I cavalli e i bambini festanti e le ragazze
Mi son girati attorno.
Questo breve guardare
Io l'ho chiamato vita. |
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E’ il “Professore” dell’Associazione dei Semi Neri, conosciuto
nei Salotti di Lettura della mia città. Mi ascolta immobile e
critico, ma è il cenno del suo capo e quell’occhio strizzato al
termine di ogni mia lettura, che mi danno conforto e rassicurazione.
Ironia e dolcezza negli scritti e nei gesti, il Professore è
innamorato di tutte le donne della storia e della letteratura, o
semplicemente di tutte le donne. Quelle autentiche però. |
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Daniela |
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