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EMILIA
La Via Maestra
Semi Neri - AA.VV.
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Presentazione del
25 nov 2010 |
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Caffé Livre (Modena) |
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Prefazione al libro |
L’Associazione di Scrittori Modenesi I Semi Neri
è davvero singolare per percorso ed esiti sin dalla sua nascita.
Singolare anche per il fatto che agli esordi i suoi soci fondatori
scelsero me come presidente, mentre non sapevano di mettere a capo
del sodalizio un trappolone di modenese montanaro di nome e di fatto
(sono nato sui grép d’Alvizan, cioè sulle rampe scoscese di
Levizzano Rangone e ho il cognome più antico fra quelli modenesi,
secondo il Violi, cioè Montanari); un presidente rimasto poi
onorario, perché ben presto li avrebbe lasciati così omaggiato. Ma
loro, I Semi Neri, amici della parola scritta, non si sono arresi;
hanno continuato a girare attorno alla scrittura militante e a
cercare visibilità. Così, quando m’hanno ricontattato per sottopormi
una raccolta a tema, proponendomi non solo di scrivere una
prefazione, ma pure di dare un apporto, commosso, non ho saputo dire
di no. Mi sono inserito nel gruppo con un piccolo scritto e,
soprattutto, devo anche dire di questa raccolta, Emilia, la Via
Maestra.
Il lungo contributo di MARCO PANINI (La via
maestra) che apre il testo è un bel quadro narrativo che la sua
professione di medico ha aiutato a rendere più vivo (ma c’è dentro
anche una gran bella cultura modenese …).
Di ROBERTA DE PICCOLI (Modena/Venezia AR)
vorrei sottolineare l’onirica capacità di legare tra loro città che
avevano (un tempo) nell’acqua un elemento in comune e nell’arte
continuano ad averne un secondo.
Carica di nostalgia è la vicenda (Il Dono) descritta da
GABRIELE SORRENTINO; storia ove il lambrusco è solo
un pretesto per dar corso a nostalgie di un passato che non torna,
ma continua a ghermire chi lo conosce.
Simpatico il racconto di DANIELA ORI sulla fava (La
regina delle fave), legume d’antichi riti e lei scrive in modo
così coinvolgente e ironico da augurarle che sia un filone
inaugurato, questo bozzetto.
MARCO CERONI ha un originale approccio e sviluppo
narrativo che diventa, nel suo svolgersi, avvitato intorno a un
argomento bruciante, scoperta di fatti personali inseriti nella
bufera comunitaria delle esistenze (Un posto per amare senza
vergogna).
E’ poi bucolico il racconto di ADALGISA PINI (Giochi
con l’acqua) e dà serenità, pure se essa ha trattato un
argomento sporco, quello della pedofilia: è delicato lo svolgersi e
per fortuna finisce anche bene.
Un condensato di umorismo appare il frutto di PIETRO BODI
(Lettera modenese) che ci fa conoscere storia familiare col
criterio d’un saggio. Bodi è un narratore grintoso e merita tutto il
rispetto di chi ama la pratica letteraria.
ROBERTO VACCARI, altro amico degli esordi de I Semi
Neri, ha scritto una vicenda (Il compito) che cavalca
ideologie, cercando di oscillare fra storia e psicologia e aprendo
uno squarcio sul mondo degli anni del Ventennio.
Venendo a ENRICO SOLMI, il suo racconto (La
balera) è un quadro di vita da balera così ben tracciato da far
pensare al lettore (sarà la scoperta dell’acqua calda, ma è così …)
che spesso un racconto vale come e più d’un saggio storico.
Con MANUELA FIORINI e il suo scritto (La Pina),
abbiamo una vicenda che gioca sull’equivoco tra lemma dialettale e
in lingua italiana, con un creato piccolo pathos davvero degno di
chi sa cos’è la scrittura.
Finiamo con MIRKO FARNITANO, un altro scrittore che
del sogno fa materia plasmata con un racconto dai toni delicati,
quasi ingenui (Angy e il cappello magico). Un bozzetto
frutto unico di un momento (la gioventù) in cui tutto si può
credere.
Questo la mia prefazione a un’Antologia che fa di Modena il perno,
la culla di ispirazione, e di quella linea che è la via Emilia un
segno distintivo, mentre è bello pensare che una città possa aver
ispirato queste creazioni. E’ questa (a proposito di vie …) la
giusta strada per dare senso al lavoro di chi ama la scrittura:
costruire a tema ricomponendo un’epica.
Resta da riferire un attimo ancora di me e del mio breve racconto e
posso solo dire che è un atto d’amore: agli amici dei Semi Neri e a
Modena, arroccata intorno alla Via Maestra, l’antica via Aemilia. |
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Gian Carlo Montanari |
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